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Cosa succederà all'auto in Germania dopo le elezioni

Friedrich Merz (CDU), prossimo cancelliere tedesco, ha promesso di sostenere l'occupazione e niente stop ai motori termici dal 2035

Elezioni in Germania
Foto di: Shutterstock

Le elezioni in Germania, che si sono tenute il 23 febbraio, hanno registrato un'affluenza alle urne da record, la più alta dal 1990 (82,5%) e sono state molto seguite perché avranno un impatto significativo anche sulla direzione futura dell'Europa.

La CDU di Friedrich Merz ha ottenuto il 28,5% dei voti, seguita dall'AfD di Alice Weidel (per cui Elon Musk ha espresso pubblicamente il suo sostegno) con il 20,8%, il che significa una vittoria per la destra conservatrice e un aumento del sostegno all'ultradestra. La SPD di Olaf Scholz è invece scesa al terzo posto con il 16,4% dei consensi.

Con questi risultati, Merz è destinato a diventare il prossimo cancelliere tedesco, con la possibilità di formare una coalizione con la SPD per ottenere la maggioranza assoluta, e già si guarda alle sue promesse elettorali in tema di mobilità, visto che in Germania l'industria automobilistica è alle prese con la più grande crisi della sua storia.

Cosa farà per l'auto la CDU

Friedrich Merz, leader della CDU e promesso cancelliere tedesco, durante la campagna elettorale aveva espresso il suo massimo impegno nel supportare e rafforzare l'industria automobilistica tedesca, cercando di mantenere alta l'occupazione e creare nuovi posti di lavoro. L'industria automobilistica tedesca, come sappiamo, sta affrontando una fase critica, caratterizzata da una serie di sfide che ne minano la stabilità e la competitività.

Da un lato, come per l'intera industria auto europea, c'è la necessità di adattarsi alle normative ambientali e allo sviluppo di veicoli elettrici, dall'altra c'è la crisi energetica (con gli elevati costi di produzione che Merz ha promesso di ridurre per le aziende tedesche) e la diminuzione delle esportazioni verso mercati chiave, come la Cina, che ha ridotto le opportunità di crescita per i produttori tedeschi. A soffrirne di più, come sappiamo, è il Gruppo Volkswagen, che è pronto a ridurre il personale da qui ai prossimi cinque anni.

No allo stop dei motori termici dal 2035

La CDU tedesca si è sempre opposta fermamente al divieto di vendita di veicoli con motori termici previsto dall'Unione Europea per il 2035 perché, a suo parere, danneggerebbe ulteriormente l'industria automobilistica tedesca e l'economia nazionale.

Nel frattempo la Germania, lo ricordiamo, ha ottenuto un accordo con la Commissione Europea che consente la commercializzazione di veicoli con motori termici alimentati da carburanti sintetici (gli e-fuel) anche dopo il 2035 (deroga che l'Italia non ha ottenuto per i biocarburanti).

Inoltre, proprio in questi giorni è in corso il dialogo tra i vertici dell'Ue e l'industria dell'auto europea, il primo esito è previsto per il 5 marzo.