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L'Europa vuole incontrare il mondo auto per uscire dalla crisi

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen apre al dialogo con i costruttori, si parte a gennaio 2025

Ursula von der Leyen

Il 2024 dell'auto in Europa rischia di chiudersi con vendite pressoché uguali a quelle del 2023, con tanti timori per il 2025. Tra costruttori cinesi sempre più agguerriti, crisi economica e quel 2035 che fa sempre più discutere, nel Vecchio Continente i temi caldi sono numerosi e creano scontri.

Per questo la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l'intenzione di aprire a un "Dialogo strategico sul futuro dell'industria automobilistica in Europa". Un confronto tra istituzioni e costruttori che, nelle intenzioni, verrà lanciato ufficialmente già a gennaio 2025. L'obiettivo è quello - citando quanto riportato sul sito della Commissione - "proporre e attuare rapidamente le misure di cui il settore ha urgente bisogno".

I punti chiave

Nel suo discorso al Parlamento Europeo - avvenuto lo scorso 27 novembre - Von der Leyen ha individuato quelli che dovranno essere i pilastri al centro del dialogo:

- stimolare l'innovazione e la digitalizzazione basate sui dati , basate su tecnologie lungimiranti come l'intelligenza artificiale e la guida autonoma.

- sostenere la decarbonizzazione del settore, in un approccio tecnologico aperto, dato il suo ruolo nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici dell'Europa affrontano questioni relative a posti di lavoro, competenze e altri elementi sociali del settore.

- semplificare e modernizzare il quadro normativo.

- aumento della domanda, rafforzamento delle risorse finanziarie del settore, della sua resilienza e della sua catena del valore in un contesto internazionale sempre più competitivo.

Punti nevralgici che "produrranno una serie di raccomandazioni che aiuteranno a costruire una strategia olistica dell'UE per il settore, per gestire le varie sfide e, ove necessario, adattare di conseguenza il quadro normativo UE applicabile. Gli incontri al vertice, guidati dal Presidente, verificheranno i progressi compiuti e forniranno gli impulsi politici necessari per ulteriori lavori".

Parlando dell'iniziativa von der Leyen ha detto "L'industria automobilistica è un orgoglio europeo ed è fondamentale per la prosperità dell'Europa. Guida l'innovazione, sostiene milioni di posti di lavoro ed è il più grande investitore privato in ricerca e sviluppo. Ogni settore ha esigenze uniche ed è nostra responsabilità adattare soluzioni che siano sia pulite che competitive. Dobbiamo sostenere questa industria nella profonda e dirompente transizione che ci attende. E dobbiamo garantire che il futuro delle auto rimanga saldamente radicato in Europa. Ecco perché ho chiesto un dialogo strategico sul futuro dell'industria automobilistica europea. Inizieremo questo dialogo già a gennaio, per dare forma insieme al nostro futuro comune".

 

Cosa succederà?

È chiaramente impossibile sapere cosa uscirà da questi incontri. Ciò che appare chiaro però è come l'Europa stia aprendo - bisognerà capire quanto - alle richieste dei costruttori auto europei (rappresentati dall'Acea, che ha da poco accolto tra le sue fila Stellantis, uscita nel 2022 per volere di Carlos Tavares) di rivedere la politica europea in tema di emissioni e stop ai motori termici. A dispetto di quanto dichiarato qualche giorno fa dal commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra che, interpellato dalla Reuters, ha risposto con un secco ""No. La risposta è no" sul tema rinvio dei nuovi limiti di CO2

Chissà che non possa poi partire un piano di incentivi auto a livello europeo, come richiesto ultimamente dal Governo italiano, come potrebbe trasparire dal punto che parla di "rafforzamento delle risorse finanziarie del settore". Di certo si parlerà anche di dazi sulle auto elettriche cinesi, misura partita qualche settimana fa e osteggiata da alcuni costruttori, tedeschi in primis.