Volkswagen rompe con i sindacati in Germania
Cancellati vari accordi con i sindacati, così per Volkswagen si apre la possibilità di licenziamenti a partire da giugno 2025 in vari stabilimenti
Nonostante le dichiarazioni di Oliver Blume, con l'esclusione della possibilità di dare il via a licenziamenti, Volkswagen ha comunicato all'IG Metall - sindacato tedesco dei metalmeccanici - la disdetta di vari accordi collettivi, tra i quali il più importante riguarda la garanzia dei posti di lavoro fino al 2029 in sei stabilimenti tedeschi. All'orizzonte quindi sembrano arrivare nubi cariche di licenziamenti.
Una mossa inaspettata e inedita da parte di Wolfsburg, alle prese con una crisi senza precedenti. "Dobbiamo consentire alla Volkswagen AG di ridurre i costi in Germania, portandoli a un livello competitivo per poter investire in nuove tecnologie e nuovi prodotti con le nostre risorse", ha affermato in una nota il direttore delle risorse umane Volkswagen, Gunnar Kilian.
Le reazioni
La risposta dell'IG Metall non si è fatta attendere, con Daniela Cavallo (presidente del consiglio di fabbrica della Casa tedesca, che rappresenta oltre 662 mila lavoratori) che ha ribadito "Con me non ci saranno chiusure di stabilimenti VW".
Secondo la Cavallo ritiene come la crisi nella quale versa Volkswagen non sia dovuta ai costi del personale, bensì alle scelte errate del management, che deve portare l'azienda a riconquistare la propria leadership tecnologica. "Per raggiungere questo obiettivo è necessario rafforzare lo sviluppo tecnico invece di rinviare costantemente prodotti e progetti" ha dichiarato la Cavallo, che ha indicato i settori di software e batterie come i campi sui quali investire ulteriormente. "Negli ultimi anni il management è stato lento nell’adottare nuovi prodotti e tecnologie".
Linea produttiva nella fabbrica di Wolfsburg
Quella delle chiusure delle fabbriche è chiaramente una prospettiva che fa paura a molti, con IG Metall che aveva proposto di portare la settimana lavorativa a 4 giorni, replicando quanto fatto negli anni '90. Nulla di fatto però.
Ritorno agli anni '90
Con la disdetta da parte di VW ora non c'è molto tempo per arrivare a un nuovo accordo. Non dovesse arrivare entro giugno 2025 entreranno in vigore i contratti firmati prima del 1994. Una conseguenza folle secondo Daniela Cavallo. 40 anni fa infatti ciò si tradurrebbe in aumento di stipendi e benefit per il personale dei sei stabilimenti tedeschi di Volkswagen. La clausola che preoccupa riguarda però la possibilità di licenziamenti.
"È necessario un negoziato" dichiara l'IG Metall nel suo magazine "Altrimenti VW potrà procedere con licenziamenti forzati a partire dall'estate 2025, ma allo stesso tempo si troverebbe ad affrontare immediatamente enormi aumenti dei costi per tutti coloro che rimarranno".
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