Auto rottamate e plastica riciclata, in arrivo nuove regole Ue
La Commissione e il Parlamento Ue lavorano a nuove norme, l'ACEA dice la sua sull'uso di materiali riciclati sulle auto
Quando un'auto viene rottamata si cerca di dare nuova vita ai suoi componenti. L'Europa si sta muovendo sempre di più per incentivare questo tipo di approccio (l'economia circolare). C'è, infatti, una proposta della Commissione europea di rivedere le norme sui veicoli a fine vita (ELV) attualmente in fase di esame da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea.
L'Associazione che rappresenta i costruttori (ACEA) ha pubblicato oggi una nota stampa che ribadisce come la plastica riciclata sulle auto possa essere un'opportunità, ma invita a una regolamentazione europea che ne promuova l'uso in maniera realistica, tenendo conto delle sfide tecniche e ambientali associate.
L'ACEA scrive che la plastica riciclata deve possedere le stesse proprietà dei materiali vergini per garantire la sicurezza e la qualità dei veicoli, perché, in alcuni casi, potrebbe aumentare il peso dei componenti, portando a un maggiore consumo di carburante e, di conseguenza, a emissioni più elevate.
A cosa sta lavorando l'Europa
Nel luglio 2023 la Commissione Europea ha proposto una nuova legge sui veicoli a fine vita per renderli più facili da smontare e riciclare, ridurre i rifiuti e aumentare l’uso di plastica riciclata, con l’obiettivo di sostenere l’economia circolare.
La proposta è attualmente al vaglio del Parlamento e del Consiglio dell’UE e, se approvata, introdurrà regole comuni per tutti i Paesi europei (Italia compresa) e responsabilizzerà i produttori nella gestione dei veicoli una volta che non sono più utilizzabili.
Gli obiettivi principali della proposta sono:
- Progettazione circolare dei veicoli: incentivare la progettazione di veicoli che facilitino la rimozione e il riciclo di materiali, componenti e parti.
- Contenuto di plastica riciclata: richiedere che almeno il 25% della plastica utilizzata nella produzione di un veicolo provenga da materiali riciclati, di cui il 25% derivante da veicoli fuori uso.
- Recupero di materiali: migliorare il recupero di materie prime critiche, plastica, acciaio e alluminio.
- Responsabilità estesa del produttore: rendere i produttori finanziariamente responsabili per i veicoli una volta diventati rifiuti, garantendo il finanziamento per le operazioni obbligatorie di trattamento dei veicoli a fine vita.
- Tracciabilità dei veicoli: prevenire la scomparsa di veicoli attraverso ispezioni più rigorose, interoperabilità dei sistemi di registrazione nazionali e divieto di esportazione di veicoli usati non idonei alla circolazione.
- Estensione delle norme: ampliare gradualmente le regole dell'UE per includere nuove categorie di veicoli, come motocicli, camion e autobus, assicurando un trattamento adeguato a fine vita.
La posizione delle case auto
Nella sua dichiarazione l'ACEA rinnova il sostegno alla transizione verso un'economia più circolare, ma chiede che le nuove regole europee per i veicoli a fine vita siano "realistiche, equilibrate e attuabili". L’industria teme che norme troppo rigide possano compromettere la sicurezza, la durata e l’innovazione dei veicoli.
"Le auto rimangono in uso in media da 9 a 17 anni e per tutta la vita devono essere sicure, ad alte prestazioni e, in un settore sempre più elettrificato, di lunga durata", si legge nel documento, in cui l'ACEA avverte anche di non chiudere il mercato solo a materiali riciclati di origine europea.
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