L'ACEA pressa ancora Bruxelles: servono decisioni rapide
I produttori di auto e furgoni chiedono all'Ue un dialogo più veloce
Il dialogo tra il settore auto e i politici di Bruxelles è appena iniziato, ma è già tardi. Il primo mese del 2025 è passato e i produttori di auto e furgoni "rischiano di incorrere in potenziali multe fino a 16 miliardi di euro o in significativi costi di conformità, tra cui opzioni come pooling, prezzi o riduzione delle impronte di produzione", come ricorda l'ACEA.
La tensione quindi è alta e le più recenti dichiarazioni del presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, non sono bastate a tranquillizzare gli addetti ai lavori.
Il nuovo appello dell'ACEA
In una nota ufficiale di oggi l'ACEA ha ribadito all'Ue che "il settore punta a una conformità graduale e a un meccanismo di conformità media per allentare le regole del 2025 ed evitare rischi di sanzioni dovute alla stagnazione della diffusione dei veicoli elettrici. I produttori sono anche gli unici soggetti a pesanti multe per condizioni che sono al di fuori del loro controllo, come l'insufficiente implementazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento di idrogeno".
Il settore non vede l'ora che la Commissione concluda il dialogo strategico sul futuro dell'industria automobilistica per risolvere la questione delle sanzioni del 2025 per auto e furgoni, per questo ribadisce: "Le decisioni di investimento critiche vengono prese ora, non tra mesi".
"Le soluzioni sul tavolo per i veicoli leggeri sono flessibilità e non un'inversione a U nella politica di decarbonizzazione. Non c'è ritorno alla transizione: oltre 250 miliardi di euro di investimenti da parte dei produttori di veicoli in tecnologie a zero emissioni ne sono la migliore testimonianza", ha detto Sigrid de Vries, Direttore generale dell'Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA).
Considerata la situazione specifica del mercato dei veicoli commerciali leggeri e la situazione ancora più difficile con l'adozione sul mercato dei furgoni elettrici finora, si legge ancora nella nota, "saranno introdotte diverse flessibilità (almeno sia il principio di introduzione graduale che quello di una media quinquennale) per il segmento dei furgoni, al fine di salvaguardare l'agevolazione del 2025 ed evitare di pagare sanzioni dovute alla non conformità dei furgoni.
È fondamentale che una soluzione su misura per il 2025 per auto e furgoni non impedisca una revisione completa delle normative sulla CO2 nel 2025. Questa revisione consentirà una discussione più ampia sugli adeguamenti strutturali al quadro sulla CO2 e una strategia più coesa per garantire una transizione verde e competitiva".
La soluzione arriverà presto, parola dell'Ue
Per il momento da parte delle Istituzioni non ci sono nuove dichiarazioni. L'ultima affermazione ufficiale della Von der Leyen risale al 29 gennaio: "Per la soluzione al problema delle multe ai produttori auto che non rispettano nel 2025 i target (più bassi) delle emissioni inquinanti è questione di settimane più che di mesi".
Von der Leyen è convinta che ci sia un problema di equità tra i produttori da risolvere, dal momento che "alcuni hanno investito con successo per raggiungere i target". Secondo lei, comunque, occorre "flessibilità e pragmatismo per risolvere un problema complesso sapendo che le questioni non vanno esaminate nella loro dimensioni singola ma inserite in un quadro più ampio".
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