2025: l'industria dell'auto chiede all'Ue multe meno salate
Secondo l'ACEA le case stanno sopportando "il peso di una trasformazione ostacolata da fattori al di fuori del loro controllo"
Il 2025 inizia tra poche settimane e per le case auto sarà un anno cruciale. Chi sforerà il nuovo limite previsto da Bruxelles sulle emissioni medie di CO2 delle auto sarà costretto a pagare all'Europa multe molto salate, nell'ordine di 95 euro per ogni grammo di CO2 eccedente il limite imposto per ogni gruppo, il tutto moltiplicato per il numero di auto vendute in un anno nei mercati dell'Unione europea.
L'impatto delle multe sull'intera industria dell'auto potrebbe arrivare a 15 miliardi di euro, secondo le cifre citate dall'Amministratore delegato di Renault, Luca de Meo. Ecco quindi che oggi, in vista del Consiglio Competitività di giovedì 28 novembre, l'Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha esortato gli Stati membri dell'Ue a mettere da parte le divergenze e a concordare la misura più urgente: alleggerire i costi di conformità al 2025.
L'obiettivo ambientale resta
Nel chiedere multe meno salate, l'industria automobilistica ha ribadito il suo impegno per l'obiettivo di neutralità climatica dell'Ue entro il 2050 e il passaggio alla mobilità a zero emissioni. "Tuttavia, con il tempo che passa per il 2025, i produttori devono affrontare crescenti sfide per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 a causa della debole domanda di veicoli elettrici a batteria e di un clima economico in deterioramento", si legge nella nota.
Sigrid de Vries, Direttore generale dell'ACEA (che rappresenta i 15 principali produttori di automobili, furgoni, camion e autobus con sede in Europa), ha detto:
"I produttori da soli stanno sopportando il peso di una trasformazione ostacolata da fattori al di fuori del loro controllo, come infrastrutture di ricarica inadeguate e incentivi all'acquisto insufficienti".
Garantire resilienza
Secondo l'ACEA è incoraggiante vedere gli Stati membri dell'Ue discutere opzioni concrete e praticabili per alleviare la pressione immediata e "sproporzionata" sulla conformità, come l'introduzione di periodi di conformità pluriennali o l'autorizzazione all'accumulo e al prestito di crediti di CO2 per anni.
Resta però urgente la riduzione delle multe per il 2025, "mantenendo saldamente in carreggiata la trasformazione della mobilità verde". Questo è essenziale "per garantire la resilienza del settore dei veicoli dell'Ue", scrive l'ACEA, un settore che da solo rappresenta più del 7,5% del PIL europeo; impiega 13,2 milioni di persone (10,3% di tutti i posti di lavoro nel settore manifatturiero nell'Ue) e genera 383,7 miliardi di euro di entrate fiscali per i governi europei.
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