Il Cyberpandino ha raggiunto il traguardo
La Fiat Panda super tecnologica modificata per attraversare il mondo è arrivata al traguardo del Mongol Rally, dopo 17.000 km
C’è chi sogna di arrivare in Mongolia con un fuoristrada preparato, e chi invece decide di affrontare uno dei rally raid più duri e imprevedibili al mondo, a bordo di una Panda trasformata in qualcosa di simile a un Tesla Cybertruck.
Ed è proprio così che il Cyberpandino ha portato a termine il Mongol Rally, dopo oltre 17.000 km di strade spesso inesistenti, dogane interminabili, guasti, imprevisti e riparazioni di fortuna che hanno messo alla prova tanto la meccanica quanto l’ingegno dell’equipaggio. Ecco come è andata.
Un viaggio attraverso 20 Paesi
Iniziando parlando proprio di difficoltà, negli oltre 17.000 km dall’Europa all’Asia i problemi non sono di certo mancati. In base a quanto dichiarato dai due giovani, il Cyberpandino ha attraversato 20 Nazioni, affrontando piste sterrate, deserti e montagne.
Ogni tappa ha portato con sé un nuovo imprevisto: motore da rimettere in sesto, sospensioni da rinforzare, elettronica da reinventare. Nulla però è riuscito a fermarli, grazie a riparazioni improvvisate con quello che si trovava lungo la strada e alla determinazione.
All’arrivo, più che un’auto, il Cyberpandino era un simbolo: la dimostrazione che anche un progetto nato per gioco può diventare realtà quando si uniscono creatività, passione e un pizzico di follia. Il Mongol Rally, infatti, attivo dal 2004, non premia la velocità ma lo spirito d’avventura.
Dalla Panda al “mostro” Cyber
Del Cyberpandino su queste pagine ne avevamo già parlato, in occasione della sua visita presso la nostra House of Motor1. Quella che era nata come una comune utilitaria italiana, una Fiat Panda 1.100 cc comprata a Roma usata per 800 euro, è stata stravolta in un progetto unico.
Mantenendo la carrozzeria squadrata dell'auto, infatti, i due giovani sviluppatori romani hanno modificato tutto in stile futuristico, con elementi costruiti artigianalmente e tanta tecnologia in più.
Il Cyberpandino in visita nella House of Motor1.com
Vista la natura della competizione, l’auto non doveva essere perfetta, ma provocatoria e resistente, pronta a trasformare ogni difficoltà in un’occasione per andare avanti, con la vera particolarità sistemata proprio negli interni.
Qui, infatti, i due giovani hanno installato una strumentazione digitale progettata ad hoc, accompagnata da un’interfaccia grafica sviluppata su un inedito sistema operativo Panda OS, sviluppato appositamente anche per dare vita a un sistema di infotainment artigianale, capace di gestire mappe, musica e persino videogiochi, realizzato con componenti reperiti online e tutti rigorosamente open source.
Gli interni del Cyberpandino in visita nella House of Motor1.com
Il Cyberpandino in visita alla House of Motor1
Fotogallery: Il Cyberpandino visto da vicino
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