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Toyota Professional: "La differenza sta nel rapporto con il cliente"

Secondo Rodrigo Garcia la partita si gioca tutta nei servizio extra prodotto rete dedicata, servizi, noleggio e veicolo sostitutivo

Rodrigo Garcia - General Manager Toyota Professional Italia
Foto di: Motor1.com

Dal 2020 Toyota ha un marchio dedicato ai veicoli commerciali, è il marchio con cui Toyota ha deciso di parlare direttamente ai clienti del mondo del lavoro. Una realtà giovane, ma già strutturata, con una gamma completa e un network dedicato.Toyota Professional in pochi anni ha costruito una rete specializzata e un’offerta sempre più ampia.

Ne abbiamo parlato con Rodrigo Garcia, General Manger di Toyota Professional Italia, per capire come è nato il progetto e dove sta andando.

Come nasce Toyota Professional e quale percorso ha compiuto fino a oggi?

Garcia sottolinea come il 2020 sia stato il punto di svolta per la divisione: la rete si è strutturata, l’offerta si è ampliata e la specializzazione è diventata la parola chiave per affrontare il mercato dei veicoli commerciali con un approccio dedicato.

Toyota Professional

La nascita di Toyota Professional nel 2020

"Il brand Toyota Professional è nato nel 2020, un anno importante per noi. In quel momento avevamo già in gamma il modello di segmento medio (Proace N.d.R.) e abbiamo introdotto anche il Proace City, che ci ha permesso di coprire il segmento compatto e di raggiungere volumi significativi.

Con due modelli in portafoglio, era il momento giusto per creare un marchio dedicato, con una propria identità e una propria organizzazione. Nello stesso anno è nata anche Kinto, la società di noleggio del Gruppo, fondamentale per i clienti professionali".

Toyota ProAce City 2024

Toyota ProAce City 2024

Foto di: Toyota

Toyota non produce veicoli commerciali in Europa. Come avviene la scelta dei partner industriali?

"È un processo che nasce da opportunità e analisi di mercato. In certi momenti alcuni Costruttori possono avere convenienza ad ampliare i volumi produttivi, e in quel contesto si creano collaborazioni. In Europa è una pratica comune: ci sono scambi, accordi, forniture reciproche. Noi abbiamo avviato la partnership con quello che allora era il gruppo PSA – oggi Stellantis – e la collaborazione si è rivelata molto positiva, tanto che è stata estesa e rafforzata negli anni".

Toyota Proace Max 2024 - Elettrico

Toyota Proace Max 2024 - Elettrico

Foto di: Toyota

Quali sono i pilastri del futuro di Toyota Professional in Italia?

Garcia individua quattro aree chiave per lo sviluppo di Toyota Professional, a partire dalla rete dedicata.

"Il primo è sicuramente la rete, il nostro Selling Power. Quest’anno (2025 N.d.R.) abbiamo incorporato cinque o sei nuovi dealer specializzati e continueremo ad ampliare la copertura. Stiamo anche lavorando a nuovi standard per i Toyota Professional Dealer, con personale dedicato, veicoli demo e stock specifici. È un processo in evoluzione: stiamo già ragionando su una sorta di Toyota Professional 2.0, che entrerà in azione dal 2026".

Il secondo pilastro riguarda la customer promise, cioè tutto ciò che avviene dopo la vendita.

"È un’area su cui vogliamo crescere ancora. Alcuni marchi offrono orari di officina estesi o servizi di presa e riconsegna anticipata. Sono aspetti che stiamo studiando perché sappiamo quanto conti per i clienti ridurre i tempi di fermo veicolo. Abbiamo già un punto di forza nel programma Relax che estende la garanzia fino a 15 anni per chi effettua i tagliandi in rete ufficiale, ma vogliamo rendere l’esperienza di servizio ancora più flessibile".

Toyota ProAce 2024

Toyota ProAce 2024

Foto di: Toyota

In un mercato in cui molti veicoli condividono piattaforme e componenti, in cosa si differenzia Toyota Professional?

"La differenza sta nel servizio e nel rapporto con il cliente. Sappiamo che i prodotti sul mercato sono spesso simili, quindi il valore aggiunto è la relazione. Il nostro obiettivo è che il dealer diventi un partner vero, non un semplice punto vendita. Il cliente deve sapere che, se ha un problema, il suo referente Toyota lo risolve. È qui che vogliamo essere riconosciuti".

Kinto Share, come funziona il servizio di car sharing

Kinto Share, come funziona il servizio di car sharing

Foto di: Motor1.com

Un altro aspetto distintivo è il noleggio, soprattutto per i veicoli elettrici.

"Abbiamo investito molto con Kinto per costruire un’offerta di noleggio competitivo, in particolare sull’elettrico. È un’area in cui ci sentiamo molto forti".

Garcia spiega anche che Toyota Professional sta lavorando per aumentare la disponibilità dei veicoli di cortesia, sia termici sia elettrici:

"È un servizio che pesa in termini di costi, ma è fondamentale per non lasciare mai il cliente fermo. Cresceremo gradualmente, in parallelo all’aumento del nostro parco circolante".

Guardando al 2026, quali sono gli obiettivi in termini di volumi o quota di mercato?

"Preferiamo guardare ai volumi più che alla quota di mercato, che per noi è una conseguenza. Quest’anno chiuderemo con circa 8.400-8.500 unità tra furgoni e pick-up Hilux. Nel 2026 puntiamo a superare le 9.000, arrivando intorno a 9.300-9.400 unità. La crescita arriverà soprattutto dal Proace Max che sta entrando a pieno regime nel corso di questo 2025 e darà un contributo decisivo l’anno prossimo".

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In meno di cinque anni Toyota Professional è passata da una gamma in divenire a una rete strutturata, con servizi mirati e obiettivi ambiziosi. La parola chiave resta quella pronunciata più volte da Garcia: specializzazione. È lì che Toyota vuole giocarsi la partita, trasformando ogni punto vendita in un punto di riferimento per i clienti professionali.