Mercato auto, cosa aspettarsi in Italia dal 2026 in poi?
Le previsioni UNRAE-Prometeia parlano di stabilità delle vendite e di una transizione elettrica progressiva
Il nostro mercato dell'auto sembra aver trovato un nuovo punto di equilibrio. Dopo anni complicati tra pandemia, crisi dei componenti, aumento dei prezzi e cambiamenti tecnologici, le vendite si avviano verso una fase più stabile.
Secondo le stime per il 2026, in Italia verranno immatricolate circa 1,54 milioni di vetture, un dato in linea con quello registrato negli ultimi anni. Le previsioni arrivano dall’Osservatorio “Previsioni & Mercato”, presentato a Bologna dall'UNRAE, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere in Italia, e da Prometeia, società italiana specializzata in analisi economiche e previsioni di mercato.
Lo studio è stato illustrato durante l’evento “Automotive Italia, una bussola per navigare i nuovi orizzonti”, un momento di confronto tra operatori del settore auto e mondi collegati come banche, credito al consumo e assicurazioni. Il quadro che emerge è quello di un mercato che non tornerà ai livelli record del passato, ma che dovrebbe mantenersi stabile anche nel periodo 2027-2028, restando sotto la soglia di 1,6 milioni di immatricolazioni all’anno.
Un mercato più stabile in un contesto globale complesso
Il settore automobilistico opera oggi in uno scenario internazionale sempre più complicato. Le tensioni geopolitiche, come i conflitti e le difficoltà nei rapporti commerciali tra Paesi, influenzano direttamente produzione e prezzi delle auto. A questo si aggiunge una tecnologia che evolve molto rapidamente, rendendo più difficile per le aziende pianificare investimenti e strategie a lungo termine.
Secondo Prometeia, l’industria dell’auto è stata una delle prime a diventare davvero globale, ma negli ultimi anni questo modello è entrato in crisi.
Un esempio è la Cina, che producendo veicoli quasi interamente all’interno dei propri confini è diventata il primo produttore mondiale e un punto di riferimento soprattutto nel campo delle auto elettriche. In questo contesto, innovare non significa solo offrire modelli più moderni, ma anche garantire competitività economica e sicurezza industriale.
La prossima grande sfida, spiegano gli analisti, sarà l’uso dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che avrà un ruolo sempre più centrale anche nelle automobili.
Elettrico in crescita, ma senza accelerazioni improvvise
Fare previsioni in un mercato così incerto non è semplice. Per questo UNRAE utilizza un approccio basato sui dati, unendo le analisi economiche di Prometeia alle informazioni raccolte sul mercato italiano, come immatricolazioni, prezzi, incentivi e composizione del parco auto.
Il Centro Studi di UNRAE, lo ricordiamo, fa parte del Sistema Statistico Nazionale coordinato dall’ISTAT, un elemento che rafforza l’affidabilità delle stime.
Guardando al 2026, la previsione di 1,54 milioni di auto vendute conferma che il mercato ha raggiunto una dimensione più contenuta rispetto al passato, ma anche più stabile. All’interno di questo scenario, le auto ricaricabili (per capirci le elettriche e le ibride plug-in) sono destinate a crescere gradualmente.
Le auto elettriche pure, in particolare, dovrebbero aumentare la loro quota di mercato di circa un punto percentuale all’anno tra il 2026 e il 2028. Una crescita costante, ma non sufficiente, almeno per ora, a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea sulle emissioni di CO2. Segno che la transizione verso l’elettrico in Italia continuerà, ma senza cambiamenti bruschi nel breve periodo.
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