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Mazda cambia strategia: meno elettriche e più ibride

La Casa di Hiroshima taglia quasi della metà il budget per l’elettrificazione e prepara nuovi modelli full hybrid entro il 2030

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Foto di: Mazda

Mazda cambia direzione e rallenta sulle auto a batteria. La Casa giapponese, con sede a Hiroshima, ha annunciato che la sua prima elettrica sviluppata su una piattaforma dedicata arriverà non prima del 2029, due anni più tardi rispetto ai piani iniziali.

L'azienda, come riporta Automotive News Europe, ha ridotto quasi della metà gli investimenti previsti per l’elettrificazione entro il 2030, scegliendo invece di concentrare più risorse sullo sviluppo di motori ibridi costruiti in Cina.

Secondo il CEO Masahiro Moro, il cambio di strategia è legato all’evoluzione del mercato globale, alle normative meno rigide in alcuni Paesi e al rallentamento della domanda di auto elettriche, soprattutto negli Stati Uniti. Mazda sottolinea però di essere riuscita a evitare svalutazioni miliardarie e costosi dietrofront industriali che hanno invece colpito altri grandi gruppi automobilistici.

Più ibride e meno investimenti sulle elettriche

Mazda ha confermato l’arrivo di tre nuovi modelli ibridi tra il 2028 e il 2030, oltre alla futura generazione della CX-5 con tecnologia full hybrid prevista già dal prossimo anno. A differenza della CX-50 venduta negli Stati Uniti, che utilizza un sistema ibrido fornito da Toyota, i prossimi modelli adotteranno una soluzione sviluppata internamente insieme al nuovo motore quattro cilindri Skyactiv-Z.

<p>Mazda CX-5 (2026)</p>

Mazda CX-5 (2026)

Foto di: Mazda

Masahiro Moro ha spiegato che parte delle risorse inizialmente destinate alle elettriche verranno riportate sui motori termici e sulle ibride, considerate oggi più adatte all’andamento del mercato. "Quando viene abbinato allo Skyactiv-Z, il nostro sistema ibrido sviluppato internamente crea una combinazione eccellente con un motore capace di offrire prestazioni ed efficienza eccezionali", ha spiegato il manager.

Il gruppo giapponese ha inoltre rivisto il piano di investimenti per l’elettrificazione: dai precedenti 2.000 miliardi di yen, pari a circa 12,5 miliardi di euro, si passerà a 1.200 miliardi di yen, equivalenti a circa 7,5 miliardi di euro. La riduzione più importante riguarda il numero di batterie che Mazda ritiene necessario produrre nei prossimi anni.

La Cina diventa il centro delle elettriche Mazda

Per continuare comunque a presidiare il mercato delle EV, Mazda farà maggiore affidamento sui modelli sviluppati insieme al partner cinese Changan Automobile, uno dei principali costruttori automobilistici della Cina. Le vetture elettriche prodotte nel Paese asiatico verranno esportate in Europa, Australia e Sud-est asiatico come parte della strategia “lean-asset”, cioè basata su investimenti più contenuti e maggiore flessibilità industriale.

Tra i modelli destinati ai mercati internazionali ci sono già la berlina EZ-6 e il SUV EZ-60, entrambi prodotti in Cina. Parallelamente Mazda continua a lavorare al proprio impianto per batterie vicino a Iwakuni, in Giappone, considerato ancora strategico per il futuro della società.

<p>Mazda EZ-6</p>

Mazda EZ-6

<p>Mazda EZ-60 al Salone di Shanghai 2025</p>

Mazda EZ-60 al Salone di Shanghai 2025

La revisione dei piani coinvolge anche gli obiettivi di vendita: entro il 2030 le elettriche dovrebbero rappresentare circa il 15% delle consegne globali del marchio, una quota molto più bassa rispetto al precedente target compreso tra il 25% e il 40%. Mazda prevede di arrivare a una capacità produttiva compresa tra 200.000 e 250.000 EV all’anno.

Nel frattempo l’azienda punta sulla nuova CX-5 per rilanciare risultati economici e volumi di vendita dopo un anno fiscale difficile. Nell’esercizio concluso il 31 marzo 2026, l’utile operativo è sceso del 72%, mentre le vendite globali sono diminuite del 6% a 1,22 milioni di veicoli. Per l’anno fiscale in corso Mazda prevede però una forte ripresa, sostenuta dal debutto della nuova generazione del SUV e da una crescita attesa delle consegne mondiali fino a 1,32 milioni di unità.