Volvo XC90, sicurezza e dinamismo

Dal Salone di Parigi in cui si è svelata al mondo, la Volvo XC90 sta arrivando in questi giorni nelle concessionarie, forte peraltro dei circa 37.000 ordini già registrati a "scatola chiusa". Al di là dei volumi di mercato, che per forza di cose - leggi congiuntura economica - in Italia non potranno che essere limitati, questa SUV riveste un'importanza fondamentale per il marchio svedese nel raggiungimento dell'obiettivo 2020, ovvero quello dell'azzeramento delle vittime e dei feriti a bordo di una Volvo entro quella data. XC90 è fondamentale anche perché è la prima vettura del marchio a essere costruita sulla nuova piattaforma SPA, sulla quale verrà basata tutta la gamma, eccetto la futura V40. Non ultimo, stiamo parlando dell'erede di un modello che debuttò nel lontano 2002 e che ha totalizzato circa 636.000 immatricolazioni in tutto il mondo: numeri importanti, per Volvo, e che molto realisticamente cresceranno grazie soprattutto a Cina e USA. La motorizzazione sulla quale mi sono concentrato per la prova in anteprima è anche la più interessante per il mercato italiano, vale a dire la D5: 2.0 turbodiesel 4 cilindri da 225 CV; tutti i motori termici (ai quali le versioni ibride affiancano l'elettrico) della XC90 sono della famiglia DrivE, dunque a quattro cilindri e sovralimentati, sia benzina sia diesel.


Un piccolo viaggio nel futuro


Non passa inosservata, la Volvo XC90. Me ne accorgo dopo cinque minuti ch...