Una recente sentenza della Cassazione dice no alle notifiche oltre i 90 giorni. Noi vi spieghiamo come fare ricorso

Ho commesso un’infrazione in città il 1° gennaio 2018 e un autovelox mi ha immortalato mentre correvo troppo: quanto tempo ha il Comune per notificarmi la multa a casa? Sulla questione multe tardive si è di recente espressa la Cassazione (sentenza 7066, sesta sezione civile, del 12 settembre 2017 ma resa nota il 21 marzo 2018). Prima di andare a vedere in basso quali sono i 3 punti essenziali della sentenza, va inquadrato il motivo per cui questa decisione dei giudici è così importante: perché impone un limite temporale anche al Comune, quello stesso limite che invece è già chiaro da anni per gli automobilisti, i quali devono pagare la sanzione entro 60 giorni per evitare la batosta del raddoppio dell’importo.

Tris fondamentale

#1. Cosa dice il Codice della Strada. Seguiamo le indicazioni della Cassazione, cui tutti i Comuni devono attenersi: in base all’articolo 201 del Codice della Strada, se la violazione non può essere immediatamente contestata, il verbale deve essere notificato al proprietario dell’auto “entro 90 giorni dall'accertamento”. Il Codice non specifica nient’altro, motivo per cui attorno a queste frasi sono nati contenziosi lunghissimi, tanto da arrivare sino in Cassazione dopo le sentenze di primo grado dei Giudici di Pace e di secondo grado. Parole, quelle del Codice, non molto chiare, così come parecchi altri articoli del Codice stesso sono ambigui, e danno spazio a controversie per via di diverse interpretazioni.

#2. La posizione del Comune di Milano. Stando a Palazzo Marino, così come ad altre amministrazioni che spesso si accodano alle decisioni prese dal Comune di Milano in fatto di multe, i 90 giorni scattano quando i Vigili vedono le foto dell’autovelox. Anzi, per la precisione, sempre secondo l'amministrazione del capoluogo lombardo, 180 giorni tra infrazione e notifica sono un termine “proporzionato alla quantità di violazioni commesse nei luoghi nei quali il Comune ha predisposto il sistema di rilevamento automatico della velocità dei veicoli in transito”: questo dicono i legali di Palazzo Marino. In estrema sintesi: siccome gli autovelox sono tanti e le multe numerose, 180 giorni sono ragionevoli. Nel nostro esempio iniziale, passando 180 giorni fra l’1 gennaio 2018 (data della violazione) e io giorno in cui il proprietario della vettura riceve la multa a casa.

#3. I 90 giorni scattano dall’infrazione. Stando alla Cassazione, invece, i 90 giorni partono dalla violazione: passando 90 giorni fra l’1 gennaio 2018 e la data in cui si riceve la multa a casa. Così come già avevano stabilito il ministero dei Trasporti e la Prefettura. I 90 giorni non valgono solo in un caso: se è difficile individuare il proprietario dell’auto. Se questi cioè ha eseguito una tardiva trascrizione del trasferimento della proprietà del veicolo; o se non ha comunicato un cambiamento di residenza. Al che, il Comune ha difficoltà a cercare il proprietario del mezzo e necessita di più tempo rispetto ai 90 giorni soliti.

Cosa scrivere nel ricorso

Chi riceve a casa una multa tardiva (oltre 90 giorni fra violazione e notifica) può fare ricorso la Giudice di Pace, pagando 43 euro di tassa: il verbale verrà annullato e l’automobilista avrà anche diritto alla restituzione dei 43 dal Comune (non si sa in che termini e in che tempi). Nel ricorso, richiamate la sentenza 7066/2018 della Cassazione ed evidenziate un passaggio chiave: “L’effettività dell'azione dell'amministrazione non può mai realizzarsi attraverso la compressione del diritto di difesa del trasgressore”. È pertanto un vostro diritto quello di ricevere entro 90 giorni la multa. Attenzione: se la multa prevede il taglio di punti al guidatore, comunicate alla Polizia il nome del trasgressore per evitare la sanzione supplementare di 300 euro. Una volta vinto il ricorso, al guidatore non verranno comunque sottratti i punti.