Enzo Ferrari chiese ai suoi uomini un’auto vincente per il Gruppo B. Ne scaturisce un capolavoro della meccanica e del design

Una foto, persino la più bella del mondo, ha un problema: le due dimensioni. Un limite a cui i migliori artisti del mondo nel campo della fotografia riescono a sopperire con tutto il loro talento, ma che diventa insormontabile al cospetto di due soggetti: il “corpo” di un’automobile e l’unico che può batterlo in termini di sensualità, quello di una donna (o di un uomo, dipende dai gusti). Tutto questo per dire che vi auguro, una volta nella vita, di ammirare da vicino la Ferrari 288 GTO; certo, anche la vostra lei o il vostro lui. La GTO nasce su richiesta precisa di Enzo Ferrari per competere nella categoria Gruppo B della FIA; sì quella resa famosa, nei rally, da quei mostri di Audi Quattro, Peugeot 205 T16, Lancia Delta S4… Gruppo B però è una categoria - altrettanto “folle” - anche per la pista. GTO, non a caso, sta per Gran Turismo Omologato e, prima di utilizzarla sulla 288, Ferrari usa questa sigla solo sulla 250, cioè una delle auto più esclusive della storia del Cavallino. Dopo la 288, è la 599 a fregiarsi delle tre lettere magiche GTO, senza però riferimenti alle competizioni.

Si parte dalla 308

E pensare che la 288 GTO, che nella fenomenologia Ferrari viene prima - cronologicamente e idealmente - della Testarossa, ha una base “popolare”, ammesso e non concesso che questo aggettivo si possa utilizzare per una Ferrari: è quella della 308 GTB, a sua volta famosa grazie al telefilm Magnum P.I..

Una 308 GTB, dunque, estremizzata in ogni suo aspetto: nel design della carrozzeria che deve fare posto a pneumatici decisamente più larghi, ma anche e soprattutto nella meccanica. Il motore V8, tanto per cominciare, cala da 3 a 2,8 litri (da questo il nome: 28 per la cilindrata, 8 per il numero di cilindri), sovralimentato però tramite due turbocompressori IHI, ognuno raffreddato da intercooler dedicato, capace di 400 CV e 496 Nm di coppia. Questo motore, per la cronaca, animerà anche la mitica F40

Motore longitudinale

Le modifiche apportate dagli ingegneri vanno ben oltre la cilindrata e la sovralimentazione, perché il motore viene girato, da trasversale a longitudinale, proprio per ospitare le turbine e gli intercooler. Il regime di potenza è a quota 7.000 giri, inviata alle ruote posteriori mediante un cambio manuale a 5 marce.

I 400 metri con partenza da fermo vengono coperti in 12,7 secondi, mentre la lancetta del tachimetro si ferma a 305 km/h.

Ferrari 288 GTO, le foto storiche
Ferrari 288 GTO, le foto storiche

Brutale, per pochi

I numeri che avete letto sopra possono non avervi impressionato: 400 CV sono ormai alla portata di una compatte di segmento C come Audi RS3 o Mercedes A45 AMG. Nel frattempo però sono passati 30 anni, in cui lo sviluppo tecnologico ha fatto passi da gigante in tutti i campi. I 400 CV e 496 Nm di coppia della 288 non solo vengono erogati in maniera brutale, improvvisa, ma sono affidati a gomme che hanno un grip che una frazione di quello offerto dai pneumatici di oggi. Il tutto, nella totale assenza di controlli elettronici. Insomma, la 288 GTO è una “belva” da domare con perizia e sangue freddo.

Ferrari 288 GTO, le foto storiche

Meno di 300 esemplari, tutti venduti

272, non una di più. Un numero limitato, come si addice alle Ferrari più esclusive: come la 288 GTO, solo per citarne alcune, F40, F50, Enzo e LaFerrari. Inutile specificare che tutte e 272 le macchine vanno esaurite ancor prima dell’inizio delle consegne. Non si farà mai, invece, il Gruppo B per le corse in pista, per via della scarsa adesione da parte delle Case. Un peccato, ma forse più una fortuna, dato l’elevato numero di morti causato dalle mostruose Gruppo B nei rally.

Fotogallery: Ferrari 288 GTO, historical pictures