Chi ha un'auto Diesel di ultima generazione e cilindrata medio-superiore lo conosce bene: l'AdBlue è quel composto che permette ai motori a gasolio di abbattere le emissioni di ossido di azoto ed è contenuto in un serbatoio che, con poche eccezioni, si rifornisce attraverso un tappo posto accanto a quello del gasolio.

La sua comparsa sulle auto risale a una decina di anni fa, ed è avvenuta sui più evoluti motori Euro 4 per poi diffondersi in maggior decisione sui successivi Euro 5 e Euro 6, va però ricordato che molto prima delle auto sono stati i mezzi pesanti a introdurre sistemi di depurazione dei gas con catalizzatore selettivo per i NOx (SCR) che ha appunto bisogno dell'aiuto dell'AdBlue.

Cosa c'è nell'AdBlue

Quella chiamata comunemente AdBlue, nome detenuto dalla VDA, l'associazione tedesca dei costruttori, è una soluzione al 32,5% di "urea tecnica" in acqua demineralizzata, non tossica né infiammabile, ottenuta secondo le specifiche della norma Iso 22241.

Il fatto che si tratti esplicitamente di "urea tecnica" è molto importante: le altre varianti di questa sostanza contengono infatti maggiori percentuali di altre sostanze, come calcio e metalli vari, che alla lunga potrebbero danneggiare il sistema di scarico. 

L'AdBlue non si deve inoltre confondere con il composto a base di cerina che Peugeot aveva introdotto sul suo motore 2.2 HDi montato per la prima volta sulla 607 nel 2000: quello veniva aggiunto automaticamente al gasolio ad ogni rifornimento e serviva a favorire l'autopulizia del filtro antiparticolato, mentre l'AdBlue serve ad abbattere gli ossidi di azoto e si inietta nei gas di scarico. 

AdBlue, cos'è e come funziona

Come funziona l'AdBlue?

L’additivo, contenuto come in uno specifico serbatoio, è dunque introdotto attraverso appositi iniettori nel condotto di scarico, in mezzo ai gas incandescenti (oltre 200°) e proprio davanti al catalizzatore SCR.

Posizione e temperatura sono importanti perché in questo processo il calore trasforma l'urea in ammoniaca e innesca insieme al filtro una reazione in grado di trasformare i nocivi ossidi di azoto in azoto non tossico e acqua.

L’AdBlue è il sistema più pratico e sicuro per fare arrivare nel catalizzatore l’ammoniaca, sostanza a sua volta tossica e dunque non utilizzabile da sola, ed è diventato così importante per l'abbattimento dei NOx e il rispetto dei limiti di emissioni che se per caso dovesse venire a mancare, i motori che ne fanno uso verrebbero "bloccati" dalla centralina e non si avvierebbero.

Per questo le vetture iniziano ad "avvisare" della scarsità di AdBlue circa 2.400 chilometri prima dell’esaurimento, con segnalazioni via via sempre più insistenti.

Fotogallery: AdBlue, cos'è e come funziona

Quando aggiungere AdBlue e quanto costa

Non esiste una regola precisa: solitamente un pieno di AdBlue basta per circa 10.000 chilometri ma dipende dalla capacità dei serbatoi e dallo stile di guida; infatti il suo consumo è legato a quello del gasolio con una proporzione che può arrivare anche al 5%.

E dove si compra l’AdBlue? Si trova sia nelle stazioni di servizio, con pompe dedicate, sia in taniche di varie capacità facilmente reperibili in commercio. Il rabbocco non richiede particolari accorgimenti in quanto l’additivo, come abbiamo detto, non è pericoloso in caso di fuoriuscite.

I prezzi dell'AdBlue sono estremamente variabili: presso le pompe si può spendere intorno agli 0,70 euro al litro, mentre per le taniche già pronte le cifre aumentano fino a superare i 2 euro al litro.