Le cose da controllare quando si compra un'auto usata sono sempre tante, a maggior ragione oggi che i mezzi in vendita sono pochi e la scelta non è più così ampia come qualche anno fa, a causa di un mercato che assomiglia sempre più a un labirinto di rovi spinosi.

Cosa e come controllare in un’auto usata prima di effettuare l’acquisto? Ecco quello che ho fatto io, tenendo sempre ben a mente che si tratta solo di esempi e suggerimenti e che un’esperienza non può rispecchiare tutti i casi.

Come è andata davvero

Durante i primi mesi del 2022 ho acquisto un’auto usata, una Volkswagen Golf 7 di quasi nove anni, con 80.000 km a 12.500 euro, meno di una Volkswagen Polo di qualche anno più giovane. L’esperienza di acquisto di questa auto piuttosto comune è stata una vera e propria Odissea.

La lunga storia raccontata nell’articolo dedicato all’acquisto è stata però solo la punta dell’iceberg in cui mi sono imbattuto, perché prima di firmare il contratto ho eseguito numerose ricerche e controlli, sia sopra che sotto l’auto, per accertarmi che fosse davvero un mezzo in ordine.

Volkswagen Golf 7

Storico revisioni

Il primo passo che ho compiuto, che è sempre buona cosa da fare quando si sta per acquistare un’auto non più fresca, è stato quello di controllare lo storico delle revisioni effettuate sul sito del Portale dell’automobilista.

Qui, inserendo la targa del mezzo e un codice captcha di sicurezza, in pochi secondi viene mostrato il chilometraggio delle ultime revisioni (se non è passato troppo tempo) a cui l’auto è stata sottoposta. Nel mio caso, in 8 anni di vita il sistema ricordava soltanto le ultime due (l'auto ne ha fatte tre), a distanza di 20.000 km l’una dall’altra e rispettivamente avvenute nell’ottobre 2019 e nell’ottobre 2021.

L’auto era stata immatricolata per la prima volta proprio nell’ottobre 2013 ed essendo trascorsi esattamente 6 anni fino all’ottobre 2019, quella mostrata doveva essere senza alcun dubbio la sua seconda revisione, con chilometraggio riportato di circa 48.000 km.

Il sito del Portale dell'Automobilista per la verifica delle revisioni
Il sito del Portale dell'Automobilista per la verifica delle revisioni

Questa prima informazione mi ha subito condotto al fatto che, anche in vista delle ottime condizioni generali degli interni, l'unico proprietario avesse compiuto con l’auto negli anni una media di 10.000 km ogni 12 mesi (salvo lo stop che tutti abbiamo vissuto sulla nostra pelle a causa della pandemia da Covid-19).

Passaggi in officina ufficiale

Ma come confermare questa versione dei fatti? Trattandosi di un’auto di una brand tedesco, molte informazioni si possono solitamente trovare su diversi siti di verifica telaio; tra tutti io mi sono servito di CarFax, tra i leader nel settore.

Al costo di circa 15 euro, inserendo il telaio e la data di immatricolazione sul sito, il sistema ha subito rilevato tutti i passaggi in officina Volkswagen per le azioni di richiamo ufficiali della Casa. Per questioni di privacy a livello europeo non è infatti solitamente possibile risalire agli interventi di manutenzione ordinaria eseguiti presso le reti ufficiali dei maggiori marchi, ma se l’auto è del brand giusto potrete risalire agli interventi di miglioramento, un’alternativa piuttosto valida.

Le informazioni ricavate da CarFax mi hanno permesso di incrociare le date delle revisioni con le date di ingresso in officina, in particolare il sito rilevava che 7 anni dopo la data di immatricolazione l’auto aveva visto la concessionaria per un richiamo riguardante la funzione auto-hold del freno di stazionamento automatico.

Carfax
Carfax

A conferma della storia dell’auto, grazie al sito, ho potuto ricavare anche le successive e le precedenti date delle azioni di miglioramento, trovandone diverse riguardanti le centraline airbag e tutte cronologicamente coerenti a livello di date con le revisioni.

Potrebbero sembrare apparentemente informazioni superflue, ma fanno stare piuttosto tranquilli al volante, consapevoli che l'auto che si sta guidando è stata seguita dalla Casa per tutti i miglioramenti di sicurezza studiati e apportati negli anni.

Quello che va detto comunque è che sono stato piuttosto fortunato a trovare il numero di telaio dell'auto, inserendo la targa su una delle tantissime App per smartphone di verifica assicurazione. Non sempre infatti il codice alfanumerico viene riportato.

Storico manutenzioni

Successivamente ho concentrato le mie indagini sullo storico dei tagliandi, gentilmente riportati sulla pagina web di annuncio dell’auto, sul sito stesso del venditore online.

Ho scoperto così che circa una volta ogni anno l’auto era passata in un’officina per il classico cambio olio e filtri, per i primi tre anni presso la rete ufficiale e allo scadere della garanzia presso una grande officina della città di origine dell’unico ex proprietario. Vista la relativa solidità della meccanica della Golf e visti i pochi chilometri percorsi, a parte olio, filtri e candele non era stata eseguita alcun'altra manutenzione particolare.

Tutte le fatture riportavano chilometraggi in linea con quelli rilevati durante le due revisioni, fatto che mi ha portato alla fine alla creazione di una storia dell’auto piuttosto completa, senza buchi temporali o chilometrici.

Certo, quello che mi avrebbe fatto piacere comunque sarebbe stato trovare la distribuzione già sostituita, visti i limiti di età raggiunti (Volkswagen consiglia la sostituzione ogni 9 anni o 240.000 km per questo motore) e una nuova pompa acqua già installata.

Volkswagen Golf 7
Volkswagen Golf 7
Volkswagen Golf 7
La pompa dell'acqua elettrica, vero tallone d'Achille dei primi motori 1.4 TSI e TFSI di seconda generazione del Gruppo Volkswagen

Incidenti e visure

La verifica degli incidenti è stato invece probabilmente l’aspetto di tutta la mia Odissea che ha richiesto più tempo e numerosi giorni di ricerche e riflessioni. Purtroppo, infatti, per ragioni di privacy nel nostro Paese non è formalmente possibile risalire allo storico dei sinistri di un mezzo effettuati prima della data di acquisto a proprio nome.

Tuttavia in Italia un venditore di un’auto usata, che sia un rivenditore plurimarche, un sito di rivendita online o un privato, è formalmente tenuto dalla legge a comunicare eventuali sinistri subiti dal mezzo. In un mondo perfetto dovrebbe trattarsi di un’azione di buona fede, ma fare una seconda verifica non fa mai male.

Nel mio caso, il venditore online aveva dichiarato un CID da contatto in parcheggio che aveva coinvolto il paraurti posteriore e che, a giudicare dalle foto, era stato riverniciato perfettamente nella tinta originale dell’auto. Quello che non mi tornava però era il colore della portiera anteriore destra, impercettibilmente più chiara del resto dell’auto e che sapevo benissimo che stava a significare un secondo urto non riportato.

Volkswagen Golf 7
La portiera verniciata in un colore leggermente diverso dall'originale
Volkswagen Golf 7
Difetto non visibile da altre angolature e con luce non diretta

Non potendo accedere alla banca dati per tutti i sinistri realizzata dell’IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, sempre per motivi di privacy, il consiglio in questi casi sarebbe quello di, qualora si volesse comunque procedere all’acquisto come nel mio caso, concordare una visita dal proprio carrozziere di fiducia con l’attuale proprietario o un rappresentante del salone plurimarche, per effettuare un controllo approfondito alla parte inferiore dell’auto. Un'analisi necessaria per accertarsi che il danno abbia interessato solo parti non strutturalmente importanti.

Nel mio specifico caso però, trattandosi di un venditore online che non mi avrebbe in ogni caso permesso di visionare l’auto prima dell’effettiva consegna, attratto dal prezzo, dei km e delle condizioni in foto, ho comunque scelto di procedere all’acquisto prima della verifica, ben consapevole dei15 giorni di diritto di recesso previsti dal contratto.

Volkswagen Golf 7
Volkswagen Golf 7

All’arrivo dell’auto a casa ho potuto constatare che effettivamente la portiera era stata riparata e rimessa in linea, soprattutto nella zona del finestrino. Tutto funzionava correttamente, compresi specchietto, finestrino stesso, luci ambiente e bloccaggio della portiera.

Ho così deciso di procedere a un controllo sul ponte sollevatore che ha evidenziato che l’urto ricevuto non aveva interessato telaio e longheroni e che la riparazione era stata certosina.

Visto che oggi trovare un’altra auto di 9 anni perfetta anche a livello di carrozzeria oltre che di meccanica sarebbe stato praticamente impossibile soprattutto allo stesso prezzo, (e non si può pretendere la perfezione assoluta dopo tanti anni) ho deciso di tenere comunque l’auto, convivendo con quel colore impercettibilmente diverso della portiera, probabilmente attenuabile con una lucidatura completa che farò eseguire a breve.

I consigli in sintesi

Per tirare le somme, quindi, questi sono in estrema sintesi i consigli da seguire quando si vuole comprare un'auto usata:

  1. Verificare lo storico revisioni sul Portale dell’automobilista
  2. Verificare le azioni di richiamo su un sito specializzato (per esempio Carfax)
  3. Richiedere al commerciante o al venditore privato lo storico delle manutenzioni, quindi confrontare i chilometraggi con quelli delle revisioni e le date con quelle delle azioni di richiamo in rete ufficiale
  4. Far controllare da un carrozziere specializzato lo stato delle parte strutturale dell’auto (telaio, longheroni, portiere)
  5. Fare delle ricerche su forum di appassionati dell’auto riguardo problematiche ricorrenti del modello che si vuole acquistare