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Come si sceglie (e si riconosce) la colonnina giusta in città

Per chi ha comprato, o intende farlo, un'auto elettrica, la ricarica può ancora essere un punto interrogativo. Ecco come orientarsi

Come si sceglie (e si riconosce) la colonnina giusta in città
Foto di: Motor1
In collaborazione con Plenitude In collaborazione con Plenitude

Diciamolo, per chi si approccia per la prima volta al modo elettrico, le cose possono non sembrare così facili. Su un'auto tradizionale, il massimo sforzo consiste nel distinguere la pompa della benzina da quella del gasolio, quando parliamo di batterie e di protocolli di ricarica l'argomento è effettivamente un po' più complesso.

I servizi di ricarica nelle città stanno, per fortuna, piano piano crescendo in varietà, diffusone e prestazioni. Ad esempio, la rete Plenitude vantava già, alla fine del 2024, oltre 20.000 punti di  ricarica distribuiti su tutto il territorio nazionale e internazionale, e nei prossimi anni diventeranno ancora di più grazie agli ambiziosi piani di ampliamento della società. Ma pur essendo sempre più accessibile, la ricarica per essere utilizzata la meglio necessita di un po' di "preparazione". Ecco cosa serve sapere:

Ricaricare l'auto elettrica: l'impianto di bordo

Prima di addentrarci tra i vari impianti di ricarica, partiamo dal veicolo. Ogni vettura elettrica può essere ricaricata sostanzialmente in due modi: a bassa e alta potenza. Le caratteristiche e le potenze massime della ricarica sono indicate dal costruttore e fanno parte delle informazioni di base sul veicolo.

La ricarica a bassa potenza è gestita dal caricatore di bordo, indicato come OBC (On Board Charger), la cui capacità varia solitamente da 7,4 kW a 22 kW l'ora. Questa è la potenza massima che il sistema è in grado di gestire, ma ovviamente il valore effettivo dipende dalla potenza della sorgente.

Per semplificare il concetto, quando colleghiamo la nostra auto a una colonnina con una potenza differente da quella supportata dal nostro impianto, il valore della ricarica effettiva sarà sempre il più basso. Per esempio, se la colonnina è da 22 kW ma il nostro impianto assorbe soltanto 11 kW, la ricarica avverrà a 11 kW l'ora. Lo stesso principio vale nel caso contrario.

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

La ricarica con Plenitude si può attivare tramite l'app o la card personale contactless

Foto di: Plenitude

La ricarica ad alta potenza avviene in corrente continua. Molte colonnine sono dotate sia di un connettore per la bassa potenza sia di uno per l’alta potenza. Quest’ultima varia generalmente da un minimo di 50 kW fino a 250 kW e oltre. Anche in questo caso, la ricarica dipende sia dalla potenza della colonnina sia da quella supportata dal sistema di bordo, che può assorbire solo una determinata quantità di energia, indipendentemente dalla capacità massima della colonnina.

I tempi di ricarica in questo caso sono indicati dal costruttore dell'auto. In linea di massima, la carica ad alta potenza non si calcola semplicemente dividendo la capacità della batteria per la potenza della colonnina, come avviene per la ricarica a bassa potenza. Solitamente, la ricarica in corrente continua raggiunge il picco fino all’80% della capacità della batteria, poi rallenta per non stressare troppo gli accumulatori. Quindi, la ricarica rapida avviene fino all’80%, mentre il completamento fino al 100% della capacità della batteria richiede un tempo leggermente più lungo.

Attenzione: Si consiglia di non lasciare mai scendere troppo la capacità della batteria e ovviamente non lasciarla scaricare del tutto. Questo perché spostare un'auto elettrica rimasta a secco rischia di danneggiare i componenti, e perché talvolta la batteria deve essere "riavviata" con una specifica proceduta per potersi ricaricare di nuovo. Il consiglio è ricaricare quando la riserva scende sotto il 20% e in generale non lasciarla mai scendere sotto il 10% per non rischiare di restare fermi.

Inlet di ricarica rapida Nissan LEAF CHAdeMO DC 2018

Inlet di ricarica rapida Nissan LEAF CHAdeMO DC 2018

L’altra cosa da controllare con attenzione è il tipo di attacco. La maggior parte delle auto utilizza i connettori Tipo 2 per la ricarica a bassa potenza e i CCS (che sono Tipo 2 con un elemento aggiuntivo nella parte bassa) per l’alta potenza. Tuttavia, alcuni modelli, specialmente giapponesi, utilizzano connettori di tipo ChaDeMo, che hanno una forma differente, con elementi tondi e a croce.
Quindi, prima di ricaricare, è importante verificare che tipo di connessione utilizza la propria auto e assicurarsi di individuare la colonnina giusta.

Foto di: Plenitude

Ricaricare l'auto elettrica: la colonnina
Le colonnine in città sono solitamente dotate di almeno due attacchi, che possono essere di potenza identica o diversa, e con connettori differenti per consentire la ricarica sia delle auto con CCS sia di quelle con ChaDeMo. Anche le colonnine ad alta potenza possono variare: ad esempio, la rete Plenitude comprende colonnine Fast, con potenza fino a 150 kW, e Ultra Fast con potenze addirittura superiori ai 150 kW.

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Rintracciare le colonnine in tutte le aree è più facile grazie all'app

Foto di: Plenitude

Una volta individuata la colonnina e posizionata l’auto in modo che la presa sia facilmente raggiungibile dal cavo, si può procedere alla ricaricaSi avvicina la propria card o si avvia la ricarica tramite l’app. Verificate di aver selezionato il connettore giusto per la vostra auto, per evitare di dover annullare e ripetere la procedura. L’impianto si mette in funzione e sul display – o sul telefono – compare l’indicazione di connessione con l’auto.

Attenzione: alcune vetture hanno la presa nella posizione classica dello sportello del carburante, ma altre – specialmente le ibride plug-in – la spostano sul lato opposto, sul parafango anteriore o sulla calandra dell’auto), si può procedere alla ricarica.

A quel punto, basta staccare il connettore dalla colonnina e collegarlo alla presa dell’auto, attendendo il "click" che conferma il collegamento. Alcune auto hanno indicatori luminosi accanto alla presa e un tasto per lo sgancio, altre invece no. Quando la ricarica parte, questa viene confermata dal display della colonnina, dall’app sul telefono e dalla strumentazione dell’auto, che calcola il tempo stimato per la ricarica completa.

Attenzione: può accadere che l’erogazione dell’energia non sia costante. Anche per questo motivo, l’app è uno strumento da preferire, poiché consente di monitorare l’operazione anche a distanza, evitando sorprese al ritorno.

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Foto di: Plenitude

Per interrompere o terminare la ricarica, basta ripresentare la tessera e seguire le indicazioni sul display della colonnina o procedere tramite l'app. A quale punto, di solito il connettore si sblocca dalla presa del veicolo e può essere rimosso, o sganciato con il pulsante apposito se presente.

Se il distacco non avviene, niente panico: basta chiamare il numero dell'assistenza riportato su ogni colonnina e gli operatori del call center del gestore della colonnina potranno offrire assitenza intervenendo anche da remoto. Lo stesso accade se per qualunque motivo la ricarica non parte come dovrebbe.

Foto di: Plenitude

Ricaricare l'auto elettrica: usare l'app

Le app, dicevamo, sono uno strumento fondamentale per utilizzare i servizi di ricaricare nel modo più semplice, veloce e completo. Aiutano ad attivare e monitorare la ricarica facilmente ma prima ancora, aiutano a trovare e all'occorrenza prenotare le colonnine più vicine o più adatte alle vostre esigenze. 

Sempre prendendo a esempio Plenitude, l'app si chiama Plenitude On the Road ed è stata da poco rinnovata integrando funzioni e servizi ancora più completi. Tramite la mappa si possono individuare con precisione le colonnine sul territorio e avere tutte le informazioni necessarie.

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Foto di: Plenitude

Una serie di icone dalla grafica semplice e intuitiva permette, ad esempio, di distinguere quelle proprietarie gestite da Plenitude attraverso la controllata Be Charge e quelle di altri operatori interoperabili che sono comunque accessibili da app, di individuare a colpo d'occhio sulla cartina quelle a bassa e alta potenza e sapere subito se sono attive o no, libere oppure in uso o già prenotate.

Toccando l'icona della stazione si aprono ulteriori dettagli come la potenza esatta e il tipo di connettori disponibili, oltre al costo della ricarica al kW per ciascuno in caso di colonnine che offrano sia l'alta sia la bassa potenza. A questo punto, è possibile "impegnarne una".

Come scegliere la colonna di ricarica con Plenitude

Anche interrompere la ricarica è facile sicuro tramite l'app

Foto di: Plenitude

La ricarica, come accennato in precedenza, può essere interrotta in qualunque momento o lasciata arrivare a termine. Una volta terminata c'è un tempo limite indicato in app indicato in app come “sosta gratuita”, al termine del quale verrà applicata al cliente una tariffa di extra-sosta. Il periodo di “sosta gratuita” inizia nel momento in cui termina l’erogazione dell’energia dalla stazione di ricarica e ha solitamente una durata di 60 minuti, entro cui occorre scollegare l'auto e liberare l'area di parcheggio. Se ciò non avviene, scaduta l'ora, viene applicata una tariffa extra sosta per ogni minuto di occupazione della stazione di ricarica e della relativa area di parcheggio, poiché si impedisce ad altri utenti di fruirne. Anche in questo l'app è utile, perché tramite essa si possono ricevere notifiche e informazioni sul timig della nostra esperienza di ricarica.

Fotogallery: Come scegliere la colonnina per la ricarica elettrica