Introdotto dalle Case giapponesi, è il primo protocollo sulle connessioni dei sistemi di ricarica rapida adottato da più costruttori. L'Europa però gli ha preferito il CCS

Quando, ormai più di una decina di anni fa, le Case hanno iniziato ad affrontare in modo concreto e consistente le potenzialità della mobilità elettrica, il panorama non era molto dissimile da quello del mercato degli smartphone in cui ogni costruttore tendeva a seguire una propria via in tema di metodi di ricarica e soprattutto, connessioni, rendendo di fatto ogni apparecchio diverso e non compatibile con gli altri. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto nel settore dell'elettronica di consumo, l’automotive ha capito in fretta che trovare soluzioni condivise per la ricarica avrebbe portato vantaggi per tutti, accelerando la diffusione delle auto elettriche, mentre la concorrenza sulle colonnine e sulle prese elettriche poteva soltanto ostacolarla.

Made in Japan

Nel 2010, i giapponesi, che all'epoca avevano leadership indiscussa in tema di auto elettriche, hanno fondato la CHAdeMO Association. L'ente aveva come obiettivo quello di promuovere appunto lo standard CHAdeMO (allo studio già dal 2005), acronimo che sta per Charge de Move, traducibile in qualcosa del tipo “carica il movimento” o “ricaricati per muoverti” e scelto per l'assonanza con l’espressione nipponica “O cha demo ikaga desuka”, che significa “prendiamoci un tè mentre ci ricarichiamo”. A promuoverlo, in particolare, Toyota, Nissan, Mitsubishi e Subaru in collaborazione con la Tokyo Electric Power Company. Obiettivo, diffondere un metodo condiviso di ricarica rapida (inizialmente a 100 kW) per veicoli elettrici.

 

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Evoluzione continua

Da allora, lo standard CHAdeMO è cresciuto in numeri e prestazioni. Nel 2015 l'associazione ha raggiungo le 10.000 colonnine installate in tutto il mondo di cui più di mille in Europa. Nel 2016 un primo step evolutivo ha portato la potenza erogabile a 150 kW mentre l'anno successivo, tramite l’adozione di un nuovo standard, si sono raggiunti i 400 kW. Oggi nel Mondo si contano più di 15.000 colonnine concentrate principalmente, oltre che in Giappone, in Usa e UK mente in Italia attualmente sono circa 100 i punti di ricarica che rispettano questo standard.

Oggi nel Mondo si contano più di 15.000 colonnine concentrate principalmente, oltre che in Giappone, in Usa e UK.

CCS, l’alternativa europea 

La CHAdeMO Association si è adoperata da subito per trovare partner anche nel Vecchio Continente, ottenendo l’installazione della prima colonnina su territorio europeo già nel 2011. Tuttavia, man mano che i costruttori europei proseguivano ricerca e sviluppo, le loro preferenze si sono orientate verso un diverso standard, conosciuto come Combined Charging System, che promette un potenziale di prestazioni maggiore (sebbene la rete elettrica attuale difficilmente potrebbe supportarle) ed è stato sostenuto anche a livello “politico” da Bruxelles che nel 2013 lo ha ufficialmente promosso come protocollo europeo. Creando di fatto un secondo “polo”, diverso da quello giapponese (che resta comunque tuttora il più diffuso) a cui Volkswagen, BMW, Audi, Jaguar, FCA e tutte le case europee impegnate a sviluppare l’elettromobilità si stanno conformando. Oltre a CHAdeMO e CCS è giusto citare anche il sistema Tesla, che un po' come Apple (sempre per tornare al discorso telefonini fatto in apertura), ha sviluppato un sistema di ricarica tutto suo ed “esclusivo” come del resto le vetture, chiamato Supercharger.

 

Colonnine ricarica CHAdeMO

Quali standard adottano le Case

CHAdeMO: 
BMW (solo i3 e solo per il mercato giapponese)
Citroën C-Zero (basata su Mitsubishi i-Miev)
Honda
Hyundai
Kia
Mitsubishi
Nissan
Peugeot iOn (basata su Mitsubishi i-Miev)
Toyota


CCS:
Audi
BMW
Jaguar
Mercedes
Porsche
Renault
Volkswagen
Volvo

Supercharger:
Tesla

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