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Rottamazione auto, cosa cambia per i veicoli in fermo amministrativo

Dal 20 febbraio potranno essere rottamate. Così non si dovrà più pagare il bollo, ma nemmeno beneficiare di incentivi

Rottamazione auto
Foto di: Pixabay

Secondo le stime in Italia ci sono circa 4 milioni di auto cosiddetta fantasma, vale a dire quelle che pur esistendo a tutti gli effetti non possono circolare perché in fermo amministrativo o per motivi meccanici. Veicoli inutilizzabili per i quali i proprietari devono comunque pagare bollo auto e (fino al 2024) assicurazione. Dal 20 febbraio ci sarà una novità: anche le auto in fermo amministrativo potranno essere rottamate.

Una novità contenuta nella legge n. 14/2026 (DDL n. 1431), che permette così ai proprietari di liberarsi di un mezzo inutilizzabile che comporta costi e che, come sottolineato da Federcarrozzieri, di liberare strade e terreni. Ma non è tutto oro quel che luccica. 

Pro e contro 

"Fino ad oggi le auto sottoposte a fermo amministrativo venivano congelate rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri" spiega Federcarrozzieri, che continua “La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione, in quanto consente sia ai proprietari di tali vetture, sia a Comuni ed enti locali, di richiedere la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, sia la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti".

Come detto in tal modo i proprietari non saranno più costretti a pagare il bollo auto per un veicolo di fatto inutilizzabile. Ci saranno però delle conseguenze: i proprietari (o meglio ex proprietari) non potranno beneficiare di incentivi o simili per l'acquisto di una nuova auto. Inoltre il debito con lo Stato non sarà congelato.

Attenzione al richiamo

Un'altra novità riguarda l'istituzione del database delle auto non sottoposte a campagna di richiamo. Capita infatti che le Case indicano campagne per ovviare a problemi di natura tecnica o meccanica di alcuni loro modelli, inviando lettere ai proprietari per un intervento totalmente gratuito.

Entro il prossimo 17 febbraio tale database diventerà operativo, come previsto dall’articolo 80 bis del nuovo Codice della strada, che prevede che le Case inseriscano i dati di tutte le vetture che non abbiano partecipato alla campagna di richiamo entro 24 mesi dalla sua pubblicazione. 

I proprietari delle auto che non si sono sottoposte agli interventi previsti saranno multati con una sanzione di 173 euro, mentre i costruttori riceveranno una multa di 60.000 euro per ciascuna misura non adottata.