L'auto a noleggio continua a crescere, ma c'è un rischio dietro l'angolo
Il comparto vale il 34% del mercato, ma gli operatori sono preoccupati per regole e costi che potrebbero rallentare la crescita
La mobilità a noleggio in Italia continua a macinare numeri importanti, ma all’orizzonte si addensano alcune nuvole tra tasse e nuove regole europee sull’elettrico. Nel 2025, come emerge dal 25esimo Rapporto di ANIASA, il settore ha toccato quota 1,5 milioni di veicoli in flotta e vale ormai il 34% delle immatricolazioni totali, diventando un punto di riferimento per chi si muove in città, per lavoro o in vacanza.
Tuttavia, tra fisco poco favorevole e vincoli sempre più stringenti sull’elettrificazione, il rischio è che questa crescita rallenti proprio nel momento più delicato.
Crescita trainata da lungo termine e aeroporti
Il settore del noleggio ha continuato a espandersi anche in un mercato automobilistico complessivamente stagnante, raggiungendo un giro d’affari di 17 miliardi di euro. A fare da motore è soprattutto il noleggio a lungo termine, che ha superato i 13 miliardi di fatturato e quota 1,3 milioni di veicoli, con 411.000 nuove immatricolazioni e un’incidenza del 24% sul mercato italiano. Cresce anche l’interesse dei privati, segno di un cambiamento culturale che sposta l’attenzione dalla proprietà all’utilizzo dell’auto.
Parallelamente, il breve termine mostra un andamento più variabile, ma trova negli aeroporti il suo principale punto di forza: questo canale genera il 60% del giro d’affari ed è in aumento. I noleggi hanno sfiorato i 5 milioni, mentre la durata media si è leggermente ridotta.
Sul fronte delle alimentazioni, il diesel continua a perdere peso, mentre elettrico e ibride plug-in raggiungono insieme il 20% delle immatricolazioni, evidenziando una transizione ancora in corso ma non uniforme.
Vedi tutte le notizie su Motor1 Pro Fiscalità ed elettrico: le incognite del settore
Nonostante la crescita, il comparto guarda con preoccupazione al futuro. Da un lato pesa una fiscalità ritenuta penalizzante, dall’altro il possibile recepimento delle direttive europee che prevedono quote obbligatorie di veicoli elettrici nelle flotte aziendali e di noleggio: 45% entro il 2030 e 80% entro il 2035.
Secondo il Presidente ANIASA, Italo Folonari, "un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, potrebbe costringere gli operatori a rinviare il rinnovo delle flotte", con effetti opposti rispetto agli obiettivi ambientali.
Il rischio, evidenziato dall’associazione, è un rallentamento del ricambio del parco circolante, che oggi nel noleggio avviene mediamente ogni 4 anni contro oltre 13 anni del resto del mercato. A questo si aggiungono le difficoltà del car sharing, in calo rispetto al periodo pre-pandemia, e l’incertezza normativa che incide sulle scelte delle aziende.
In questo contesto, il settore chiede interventi mirati, a partire da una revisione della fiscalità e da regole più flessibili per accompagnare la transizione verso l’elettrico.
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