Il leader di Forza Italia rilancia l’idea di un collegamento alternativo tra Calabria e Sicilia

Ponte sullo Stretto di Messina: ennesimo capitolo della telenovela. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, rilancia l’idea di un’infrastruttura tra Calabria e Sicilia: lo ha detto a Telelombardia. Fra le recenti puntate della saga, c’è quella del 2001: lo stesso Cavaliere e Francesco Rutelli (altro candidato di allora alla guida del Governo) in campagna elettorale si dissero favorevoli al Ponte. Fu ancora Berlusconi a dare l’ok al Ponte nel 2008, prevedendo la conclusione dei lavori nel 2016. E, dopo un blocco nel 2014 e vari litigi fra i politici, il 27 settembre 2016 il premier Matteo Renzi rilanciò l'idea della costruzione del Ponte sullo Stretto per “togliere la Calabria dall'isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina e per creare 100.000 posti di lavoro”. Ora Sua Emittenza torna alla carica.

Un Piano Marshall

Berlusconi ha fatto riferimento ad uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa, uscita a pezzi dopo la seconda guerra mondiale: “Sono stato in Sicilia e ho trovato un disastro, è una regione in agonia. Ci vuole un Piano Marshall apposta per la Sicilia. Il Ponte sullo Stretto è la prima cosa da fare. Fosse per noi l’avremmo già fatto. Quando è arrivata la sinistra al Governo, con il ministro Di Pietro, per non fare in modo che passasse alla storia come il ponte di Silvio, hanno pagato un mare di penali alle imprese con cui avevamo fatto gli appalti”: ha detto Berlusconi.

Il punto della situazione

L’annuncio del Cavaliere va inquadrato nella campagna elettorale per le elezioni di domenica 4 marzo 2018: da ogni parte politica piovono promesse e progetti di qualsiasi genere. Per ora, Berlusconi non è andato oltre, non spiegando quindi quale sia la copertura finanziaria dell’opera né i tempi per la sua realizzazione. Fatto sta che numerosi politici si dicono, a turno e in tempi diversi, favorevoli al Ponte. Ma come stanno ora le cose? In estrema sintesi, nel 2005 l'Associazione Temporanea di Imprese Eurolink S.C.p.A. vinse l'appalto di contraente generale per fare il Ponte: l’offerta era di 3,88 miliardi di euro e con un tempo di realizzazione di quasi 6 anni. Tuttavia, il 1º marzo 2013 il contratto di appalto decadde. Il progetto preliminare prevedeva il collegamento stabile tra Cannitello in Calabria e Ganzirri in Sicilia mediante la realizzazione di un ponte sospeso con due corsie stradali più una di emergenza per ogni senso di marcia e due binari di traffico ferroviari. Per una lunghezza totale dell'impalcato sospeso a 3.666 metri e una campata unica di 3.300 metri.

Due fazioni a confronto

Un progetto che ha dato luogo a discussioni infinite. Stando al partito del no, fra i vari elementi in discussione ci sarebbero i fondali profondi, le forti correnti marine, il traffico marittimo intenso e i forti venti che spazzano ogni giorno lo Stretto. Senza considerare che l'area di Messina è una delle numerose zone a rischio sismico elevato del Mediterraneo. Fattori che metterebbero in discussione la sicurezza dell’opera. Anche perché, questo va detto, c’è chi teme infiltrazioni di tipo mafioso negli appalti, un po’ come si sospetta sia accaduto nei decenni addietro sulla Salerno-Reggio Calabria. Stando invece al partito del sì, si tratterebbe di un'opera sicura e sociale, utile al rilancio del trasporto ferroviario tra la Sicilia e il continente. Darebbe, inoltre, lavoro ad aziende ed operai.