Volkswagen nega accordi con marchi cinesi per fabbriche europee
Oliver Blume esclude partnership industriali con aziende cinesi nei siti produttivi tedeschi, tra sovraccapacità e calo delle vendite
Volkswagen prova a spegnere le indiscrezioni sul possibile coinvolgimento dei costruttori cinesi nelle proprie fabbriche europee. Durante un’assemblea con i dipendenti a Wolfsburg, come riporta Automotive News Europe, il CEO Oliver Blume ha dichiarato che il gruppo non sta discutendo accordi con aziende cinesi per utilizzare gli impianti produttivi in eccesso presenti in Germania e nel resto d’Europa.
Le parole del manager arrivano in un momento delicato per il costruttore tedesco, impegnato in una profonda riorganizzazione interna dovuta al rallentamento della domanda europea e alla crescente pressione competitiva del mercato globale.
Fabbriche in eccesso e costi da ridurre
Blume ha ammesso apertamente che il gruppo Volkswagen dispone ancora di una capacità produttiva superiore alle necessità attuali. Negli ultimi tre anni il gruppo ha avviato un vasto piano di riduzione dei costi che ha portato a circa 50.000 tagli occupazionali in Germania, coinvolgendo anche marchi come Audi e Porsche.
Stabilimento Volkswagen - Wolfsburg, Germania
Secondo l'amministratore delegato, il mercato europeo non tornerà ai livelli precedenti alla pandemia e questo obbliga il gruppo a rivedere il proprio modello industriale. Per decenni Volkswagen ha esportato auto prodotte in Germania verso il resto del mondo, ma oggi la strategia cambia: i principali mercati dovranno essere serviti con una produzione sempre più localizzata.
La Cina resta un tema centrale
Le dichiarazioni di Blume arrivano dopo settimane di speculazioni legate a possibili collaborazioni con aziende cinesi interessate a rafforzare la propria presenza industriale in Europa. Alcuni governi regionali tedeschi avevano mostrato apertura verso partnership di questo tipo, soprattutto per evitare la chiusura di siti produttivi.
Fotogallery: BYD Atto 3 Evo (2026)
Tuttavia, una parte dell’industria teme che accordi con marchi emergenti come BYD o Chery possano favorire concorrenti già molto aggressivi sul mercato europeo delle auto elettriche. Volkswagen, almeno per ora, esclude questa possibilità e punta a mantenere il controllo diretto delle proprie attività produttive.
Osnabrück verso una nuova destinazione
Mentre continua il dibattito sul futuro degli stabilimenti tedeschi, Volkswagen conferma di essere in trattativa per la cessione dell’impianto di Osnabrück a un partner del settore difesa. Una soluzione che consentirebbe di evitare chiusure traumatiche e di ridurre la pressione sugli altri siti produttivi del gruppo.
Nel frattempo, gli stabilimenti di Wolfsburg, Emden e Zwickau hanno già ridotto i costi medi di oltre il 20% nell’ultimo anno. Il consiglio dei lavoratori chiede ora di fermare le speculazioni e di concentrarsi sul rilancio dei prodotti Volkswagen, considerato il vero elemento decisivo per il futuro del marchio.
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