Il ministro dei trasporti Delrio promette misure anche a favore dello sviluppo delle vetture robot

Sentiamo la promessa del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: strade e autostrade diventeranno smart road e parte la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. Lo prevede infatti un Decreto ministeriale previsto per l’attuazione della Legge Bilancio 2018, che autorizza la sperimentazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi intelligenti e per i veicoli automatici. Previsti gli interventi necessari per la comunicazione dei dati a elevato bit-rate (come la fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati. Ma anche la presenza di un sistema di hot-spot wifi per la connettività dei device dei cittadini: smartphone, tablet e computer dell’automobilista potranno connettersi alla rete. Dove? Almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio.

Per la sicurezza stradale

Entro il 2030, questa almeno l’intenzione del ministero, saranno attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti. Verranno imposte determinate velocità medie per evitare o risolvere congestioni. Ci sarà inoltre la gestione dinamica degli accessi, nonché dei parcheggi e del rifornimento, con particolare riferimento alla ricarica elettrica. Con l’obiettivo di snellire il traffico, intervenire sulle criticità e migliorare la sicurezza stradale. Restando fermo l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni del 20% al 2020. Ma chi paga? “I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura”, dice il ministero.

Numeri importanti

C’è un’estensione della rete stradale in Italia di 179.024 km (di cui 5.872 di autostrade affidate a 24 concessionarie). In più, 25.566 km (di cui 937 di autostrade) affidati ad Anas. Ecco perché le infrastrutture stradali rappresentano un asset significativo e strategico per il sistema-Paese. Inoltre sono più di 43 milioni gli autoveicoli circolanti in Italia al 31 gennaio scorso. Senza considerare che, al 2020, il 90% della popolazione avrà uno smartphone. Non ultimo: nel 2018 il valore del mercato globale dei veicoli connessi sarà di 40 miliardi di euro.

Sì alla guida autonoma

Lo stesso decreto dà al ministero una precisa facoltà: autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. Sono stati individuati i soggetti che possono chiedere l’autorizzazione: il Costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, così come gli istituti universitari e gli enti di ricerca. Con uno scopo molto semplice: assicurare che i test delle vetture robot avvenga in condizioni di assoluta sicurezza.