Come ottenere il risarcimento per l’auto e per le lesioni fisiche

Buche stradali: se Roma piange, Milano non ride. All’ombra della Madonnina, l’allarme crateri per la pioggia e per il gelo è così alto che Marco Granelli, assessore all’Ambiente e alla Mobilità, si è esposto in prima persona: “Dopo le settimane di freddo, neve e acqua abbiamo lavorato intensamente sulle buche, ma con per via del maltempo se ne stanno formando di nuove. Il Nuir, Nucleo intervento rapido del Comune di Milano, si attiva anche con l’acqua in emergenza, ma l’intervento vero va fatto quando non piove. Per questo si ricomincia con otto squadre” già da stamane. Se ci sono voragini, c’è una mail per effettuare la segnalazione al Comune: t.infrareclami@comune.milano.it. “Se vedete situazioni urgenti e pericolose, segnalate invece alla Polizia Locale al 020208. Poi da metà settimana inizieremo invece con il piano straordinario dei rappezzi stradali e dei marciapiedi con trecento interventi fino al 15 maggio”. E nella capitale? Le buche sono sempre di più e sempre più grandi: cavità nutrite da neve e gelo. Ci sono pure crateri ampi tre metri che inghiottono le auto nella notte, come accaduto sulla Circovallazione Gianicolense all’altezza di via Francesco Massi. Situazione di massima emergenza anche nelle altre città, come Napoli dove, seppure siano state colmate 3.200 buche in 15 giorni, il panorama resta desolante. Ma che cosa fare se una buca danneggia l’auto o causa lesioni fisiche?

Primo passo: Forze dell’ordine

Nell’immediatezza dell’incidente (auto danneggiata, uscita di strada o altro), avvertite le autorità con una telefonata: in città, la Polizia Municipale. Che svolgerà i rilievi di rito. Se è chiaro il rapporto di causalità tra l’accaduto e l’insidia presente sulla carreggiata (ossia se la buca ha causato l’incidente), il verbale di intervento lo indicherà. Se vi recate in ospedale o al pronto soccorso, dichiarate che l’incidente è avvenuto per la buca stradale. Ci sono testimoni? Raccogliete i dati anagrafici di altri automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, negozianti. Chiunque fosse presente. Inoltre, con lo smartphone, fotografate la buca o i crateri che hanno causato il guaio e immortalate anche i danni all’auto se fotografabili.

Secondo passo: la domanda

La “battaglia” del risarcimento è così delicata e complessa che consigliamo di avvalervi di un avvocato o di un esperto in infortunistica stradale sin da subito. Inviate una raccomandata con avviso di ricevimento e formulate la richiesta dei danni all’auto e delle eventuali lesioni fisiche. Per recapitare la missiva avete 5 anni dall’incidente, ma prima vi attivate e meglio è. Allegate verbale di incidente, foto, testimonianze, referti clinici, perizie medico-legali e preventivi di spesa.

Terzo passo: provare l’insidia

Dovete dimostrare di esservi trovati davanti ad una “insidia” o ad un “trabocchetto”, che non era possibile né prevedere né evitare con l’ordinaria diligenza. Stavate procedendo molto lentamente e con la massima prudenza: nonostante questo, siete “caduti” nella buca “invisibile”. Il Comune dovrà provare che l’evento dannoso sia stato, in tutto o in parte, determinato dalla vostra condotta: guidavate in modo imprudente o a una velocità troppo elevata. In alternativa, entra in gioco il “caso fortuito”: il Comune ha fatto tutto il possibile per evitare l’incidente, ma nonostante questo il sinistro si è verificato. Non è stato possibile un intervento tempestivo da parte del Comune, che sta operando a 360 gradi per combattere la piaga delle voragini.

Una causa complicata

Il Comune gira la vostra richiesta di risarcimento alla propria compagnia di assicurazioni. Che può (se lo ritiene opportuno) incaricare un perito di prendere in mano il caso. Questi prenderà contatti con il vostro avvocato (o con voi se state facendo da soli). Ci sono lesioni fisiche? L’assicurazione inviterà il danneggiato a una visita presso un medico-legale indicato dalla compagnia stessa. Che proporrà un risarcimento. Se voi accettate, la questione è chiusa. Se non lo accettate, o se il Comune non risponde entro tempi ragionevoli (una quindicina di giorni) o se nega il risarcimento, con l’avvocato serve un atto di citazione: chiedete che i giudici condannino l’amministrazione al pagamento dei danni all’auto e delle lesioni fisiche. Si tratta del Giudice di Pace per danni sotto il 5.000 euro; è invece il Tribunale per somme superiori. I magistrati stabiliranno se vi spetta l’indennizzo e di quale ammontare.

La difesa del Comune

Proprio in virtù delle condizioni disastrate delle strade, la difesa del Comune sarà strenue: l’automobilista doveva sapere che la qualità dell’asfalto è pessima, che i danni da buca sono sempre più frequenti e che la neve e il gelo hanno creato crateri. Pertanto, stando all’amministrazione, avevate l’obbligo di circolare con la massima prudenza, senza distrarvi e ad una velocità bassissima, in modo da evitare la voragine rallentando o scansandola. Il Comune cercherà di provare la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo. L’ente locale (tramite la compagnia) cercherà alla peggio di arrivare a una soluzione stragiudiziale, ossia fuori dall’aula, con un compromesso: un’offerta ben più bassa di quanto abbiate richiesto. Così da spingervi ad avere pochi soldi e subito, anziché imbarcarvi in una lunga causa. Che potrebbe avere anche un secondo e un terzo grado di giudizio.

Il gioco vale la candela?

La risposta alla domanda è sì: per qualsiasi danno all’auto vale la pena chiedere il risarcimento. Ancor più per le lesioni fisiche, visto che l’indennizzo cresce parecchio. Ovviamente, c’è un “dazio” da pagare: l’attesa dell’arrivo della Polizia Municipale sul posto (magari siete sotto la pioggia e di sera, dopo una lunga giornata di lavoro e a stomaco vuoto); le foto da scattare con lo smartphone; la burocrazia da seguire; la raccolta delle testimonianze; per non dire dello stress dovuto alla ricostruzione precisa della dinamica del sinistro.