Diesel, chi lo abbandona e chi no, e perché
Dopo l’addio (anche) di Nissan, facciamo il punto della situazione sulle posizioni prese rispetto al diesel
Il più recente, e probabilmente non ultimo, addio al diesel l’ha dato Nissan; avverrà nel 2025. Prima dei giapponesi, i francesi di Renault, anche se, almeno inizialmente, solo nelle fasce più basse della gamma. Idem Toyota, che ha scommesso (vincendo) sull’ibrido oltre vent’anni fa e il gasolio lo continua a usare solo sui fuoristrada e sui veicoli commerciali; anche Subaru e FCA, in questo caso dal 2022, hanno annunciato che abbandoneranno il propulsore ad accensione spontanea.
Daimler e l’ibrido col diesel
E poi c’è chi, invece, non solo non ha intenzione di fare a meno del motore a gasolio, ma forte degli investimenti sostenuti e dei risultati conseguiti continua a crederci. Più o meno apertamente. La posizione più netta a favore del diesel è senza dubbio quella del Gruppo Daimler: la recente presentazione - al Salone di Ginevra - della motorizzazione ibrida EQ Power (nella gallery e nella foto in alto) con la parte endotermica a gasolio ne è la testimonianza più chiara.
PSA e le emissioni già in regola con la normativa 2020
Anche PSA, seppur in maniera più “timida”, sembra non voler vanificare l’ottimo lavoro svolto finora. Il 6 marzo ha infatti pubblicato (senza dargli però un grande risalto) il primo studio sulle emissioni di NOx e particolato di sei suoi modelli in condizioni di guida reale. I risultati? Eccellenti. Le vetture sottoposte alla prova hanno fatto registrare valori migliori rispetto a quelli imposti dalla normativa che entrerà in vigore nel 2020 (qui sotto i risultati). Il tutto, è bene ribadirlo, in condizioni di guida reale e secondo un protocollo stilato insieme a due ONG: Transport and Environment (T&E) e France Nature Environnement (FNE), con l’aggiunta della certificazione dell’organizzazione indipendente Bureau Veritas.
Bosch e la scoperta “salvifica” per il diesel
Se si parla di motori e più in generale di tecnologia automobilistica, non si può non parlare di Bosch. Un po’ perché, sebbene tangenzialmente, è stata sfiorata dallo scandalo del Dieselgate; soprattutto, però, alla luce di quanto appena svelato, ovvero la messa a punto di una serie di ottimizzazioni sul diesel, che consente abbassarne drasticamente le emissioni di NOx grazie a una nuova gestione dell'iniezione e delle temperature dei gas di scarico. E se Bosch mette sul piatto una tecnologia capace di tali "miracoli", gli equilibri potrebbero alterarsi. Vedremo.
Il problema del riscaldamento globale
A monte delle singole posizioni dei grandi Gruppi automobilistici, c’è la questione delle emissioni di anidride carbonica, che non è un inquinante ma contribuisce all’innalzamento della temperatura terrestre. Bene, i propulsori diesel, che sono più efficienti dei benzina (sfruttano cioè una quota maggiore del potere energetico del carburante utilizzato), emettono meno CO2. Su questo punto, peraltro, la normativa europea è particolarmente severa e l’abbandono del diesel renderà più difficile per i Costruttori rispettarla.
Fotogallery: Mercedes EQ Power
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