La risposta è Pravda, il giornale che verifica notizie e bufale sulle auto elettriche americane

Tesla nell’occhio del ciclone. Per diverse ragioni, specie per gli incidenti con Autopilot attivo, il sistema di guida assistita delle vetture elettriche della Casa di Elon Musk. Le critiche piovono sulla Tesla anche per un doppio ritardo: quello nella produzione della Model 3 e quello dei profitti, che ancora non ci sono. Ora però il visionario e pirotecnico imprenditore americano dice basta. Che adesso però vuole combattere la tempesta mediatica abbattutasi sulle sue macchine. E lo fa con un giornale particolare: avrà il compito di controllare la qualità delle notizie date dai giornalisti sulla Tesla, scovando le bufale. Lo ha detto lo stesso Musk in una serie di tweet. Il nome del giornale? Pravda. Il che la dice lunga: è quello dell'organo ufficiale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Il voto ai “buoni” e ai “cattivi”

La Pravda stilerà la pagella dei giornali che scrivono di Tesla, coi voti ai “buoni” e ai “cattivi”: i primi sono obiettivi e precisi; gli altri producono fake news, bufale, notizie false e tendenziose, con l’obiettivo di screditare la Casa americana. Musk parla apertamente di ipocrisia delle testate che diffondono informazioni errate. E fa un riferimento esplicito al presidente USA, Donald Trump. Il ragionamento dell’imprenditore americano è semplice: “Ogni volta che critico la stampa, mi dicono: ‘Sei come Trump’. Perché lui ha vinto le elezioni? Perché nessuno crede più alla stampa”. Lo stesso presidente, infatti, ha ingaggiato una battaglia mediatica contro alcuni mezzi di comunicazione.

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Da un sito esistente alla lavagna elettronica

La società Pravda Corp., fra l’altro, esiste già: è stata costituita a fine 2017. Il presidente? Jared Birchall, nome spesso accostato a Elon Musk, che figura in altre aziende dell’imprenditore. Il punto di partenza potrebbe essere un sito che c’è già ed è di proprietà di Musk: Youreright.com (che al momento rimanda a Facebook). Questo potrebbe essere trasformato in una “lavagna” elettronica sull’affidabilità dei media: da una parte i siti e i giornalisti credibili, dall’altra quelli di scarsa qualità. La tempesta di cinguettii (tweetstorm) di Musk ha riscosso notevole successo online, e in un sondaggio i partecipanti per l’86% sono favorevoli alla creazione della Pravda.

Tesla Model S 75D

La questione traffico online

Musk punta il dito contro i media anche per quanto riguarda il tentativo di attrarre visitatori con trovate “furbe”: notizie false o artefatte che attirano traffico online, generano clic, che poi si trasformano in introiti pubblicitari. In sostanza, secondo Musk, più la fake news colpisce in modo duro Tesla, più l’articolo online è efficace, a discapito della qualità dell’informazione.

Tesla Model S 75D

Problema di difficile soluzione

Una questione, quelle delle fake news, delicatissima, che colpisce sia il mondo dell’auto sia in generale qualsiasi settore dell’informazione. Il problema c’è eccome. Ma poi c’è un problema successivo al primo: chi stabilisce quali siano le fake news? Servirebbe un Antitrust delle fake news, i tutori della notizia vera e oggettiva: una missione difficile, perché anche la Pravda Corp. o qualsiasi altro arbitro è pur sempre condizionato da cultura, opinioni personali, simpatie. Tant’è vero che la Pravda in Unione Sovietica tutto diceva, fuorché la verità.

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