La “piccola” di Elon Musk recupera parte dei ritardi produttivi e arriva a 8.180 consegne in 3 mesi

Dopo gli iniziali problemi di produzione e consegna la Tesla Model 3 inizia recuperare terreno e lo dimostra diventando l’auto elettrica più venduta degli Stati Uniti nel primo trimestre 2018. Da gennaio a marzo la Model 3 è stata infatti consegnata a 8.180 clienti, tutti americani visto che la più compatta delle elettriche californiane è al momento consegnata solo negli USA. La Casa di Fremont annuncia che sono state superate le difficoltà produttive e i colli di bottiglia nella linea di assemblaggio che sfornano al momento 2.000 Model 3 ogni settimana e che resta valido l’obiettivo delle 5.000 vetture settimanali nei prossimi tre mesi.

 Tre Tesla nelle prime quattro

Con le sue 8.180 immatricolazioni la Tesla Model 3 guadagna la testa della classifica americana delle auto elettriche approfittando dello stallo nelle vendite della seconda arrivata, la Chevrolet Bolt che ha raggiunto quota 3.375 nel primo trimestre 2018. Al terzo e quarto posto in graduatoria ci sono la Tesla Model S (circa 5.000) e la Tesla Model X (circa 4.500), altri modelli della Casa californiana prodotti al ritmo di 2.000 pezzi la settimana e venduti in diversi Paesi, mentre la Nissan Leaf in attesa del rinnovo di modello si è fermata a quota 2.500 immatricolazioni. Anche un’ibrida plug-in molto popolare negli USA come la Toyota Prius Prime resta dietro la Model 3 con un totale di 6.468 unità vendute in tre mesi.

 In attesa della Dual Motor a trazione integrale

Nel suo documento ufficiale su produzione e vendite del primo trimestre 2018 Tesla vuole anche smentire alcune voci circolate negli ultimi giorni sulle difficoltà incontrate dall’azienda di Elon Musk. In primo luogo la Model 3 è prodotta “secondo i più elevati standard qualitativi visti sugli altri modelli Tesla” e con un livello di soddisfazione fra i clienti del 93%. Poi c’è il dato degli ordini (circa 400.000) che restano stabili e in pochi casi vengono cancellati solo per mancanza di “opzioni annunciate e non ancora disponibili come la trazione integrale a doppio motore o un pacco batterie ridotto”. In realtà l’azienda americana si trova nel bel mezzo di quello che lo stesso Musk ha definito un “inferno produttivo” dove l’unico stabilimento di Fremont dovrà sfornare entro dicembre 2018 la bellezza di 20.000 Model 3 al mese, in parte a scapito di Model S e Model X. L’aspetto positivo è la crescita registrata negli ultimi mesi che prefigura un ulteriore incremento produttivo per la Model 3.

Tesla Model 3