Ricordiamo il numero verde per il contatto con la rete degli psicologi (800 893 510, tutti i giorni 24h): a oggi sono state 1.240 le chiamate

Da marzo 2017 sono state 351 le vittime della strada aiutate dall’Ania Cares: un progetto, ideato dalla Fondazione Ania (l’Associazione delle assicurazioni) in collaborazione con La Sapienza Università di Roma e con la Polizia Stradale. Con lo scopo di fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e soprattutto ai loro familiari.

Quattro le città pilota del progetto: Milano, Firenze, Roma e Campobasso. Qui, cento gli psicologi messi a disposizione 24 ore su 24 per garantire supporto con incontri che fanno elaborare il trauma provocato in strada.

Prevenzione e cura

“Finora abbiamo sempre agito sui temi della prevenzione per evitare che accadessero incidenti. Ma quando gli incidenti avvengono - dice Maria Bianca Farina, presidente di Fondazione Ania - ci chiedevamo che fare. Abbiamo ascoltato le vittime e abbiamo capito che un supporto psicologico nel momento del trauma era fondamentale”.

Chi contattare

Ricordiamo il numero verde per il contatto con la rete degli psicologi (800 893 510, tutti i giorni 24h): a oggi sono state 1.240 le chiamate. I 351 pazienti hanno usufruito di 848 sedute: il 70% sono familiari delle vittime, il restante 30% sono coloro che hanno subìto in prima persona l'incidente. Come spiega Anna Maria Giannini, professoressa ordinaria dell'Università La Sapienza di Roma e responsabile scientifico del Progetto Ania Cares, il termine pronto soccorso psicologico descrive il modello:

“È accoglienza, ascolto, accompagnamento, mettersi a disposizione per percorrere con le vittime quel tratto di strada che le metta in condizione di iniziare a un’elaborazione di quanto accaduto”. Per prevenire la vittimizzazione secondaria: si verifica nel momento in cui si viene trattati in modo non rispettoso dei propri bisogni e quindi si aggrava l'impatto traumatico.