Auto connessa sì, ma molti italiani temono per la privacy
La maggior parte vuole condividere i dati per migliorare la sicurezza, ma le leggi attuali non bastano a proteggere gli utenti
Le auto connesse sono destinate ad aumentare. Questo settore a livello mondiale vale oggi più di 60 miliardi di euro e nei prossimi otto anni crescerà del 260%. Entro il 2024 saranno consegnati 125 milioni di auto connesse nel mondo e in Italia già le guida una persona su tre.
La maggior parte delle persone la desidera (6 su 10), ma crede che i propri dati debbano essere accessibili solo per un determinato lasso di tempo perché non è chiaro chi ne entri in possesso (75%), l’auto potrebbe essere hacherata (54%) e la privacy sarebbe a rischio (43%).
Ben 7 persone su 10 ritengono che le leggi di oggi non siano sufficienti a tutelare la privacy dei consumatori e non parliamo di poche informazioni, considerando che i dati prodotti ogni giorno ammontano a 2,5 mln di TeraByte. Lo rivela la ricerca “L’auto connessa…vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell’industria dell’auto”, condotta da ANIASA e dalla società di consulenza strategica Bain & Company, presentata oggi a Milano e basata su un campione rappresentativo di 1.200 automobilisti.
La sicurezza prima di tutto
Appena 1 automobilista su 10 dice di non volere un’auto connessa. Ad attirare di più sono le caratteristiche legate alla sicurezza, come la localizzazione in caso di emergenza ed in caso di furto (entrambe selezionate dal 14% del campione), la navigazione evoluta e la connettività con strade smart (entrambe all’11%).
La maggior parte delle persone (80%) è persino disposta a pagare un sovrapprezzo (il 37% fino a 500 euro) per avere queste funzionalità, sia una tantum al momento dell’acquisto, sia in modalità di abbonamento.
I 5 automobilisti tipo
L’analisi ha identificato cinque gruppi di guidatori con caratterizzazioni ben distinte rispetto all’interesse per i servizi delle auto connesse:
- Indifferenti (32%): sono poco interessati alle auto ma hanno un’elevata propensione alla condivisione;
- Indecisi (22%): se ben informati possono trasformarsi in potenziali acquirenti di auto connesse, per il momento restano poco propensi alla condivisione;
- Telematici (15%): sono gli automobilisti disposti a pagare di più per avere i servizi telematici
- Scettici (% nd): molto poco inclini alla condivisione;
- Connessi con riserva (% nd): del tutto indisponibili a condividere, ma comunque molto interessati all’auto connessa.
Consigliati per te
ZTL Roma, dal 1° luglio elettriche a pagamento ecco come e perché
La nuova piccola di Fiat è un omaggio alla 600 Multipla
Toyota: l'affidabilità è il nostro vantaggio sulle rivali cinesi
Come va la nuova Jeep Avenger 2026, la prova della ibrida
Mazda non crede che il boom dei SUV possa finire presto
Sarà questo il volto della nuova Audi A4 del 2028
L'Audi A3 ha dei nuovi interni, ecco come sono