Il n°1 del marchio francese non ha escluso nulla per il futuro, anche se ci vorrà un po' di tempo per vedere certe soluzioni

Fra gli ospiti illustri della terza edizione dei Motor1Days che si sono svolti nel fine settimana del 18-19 maggio, Stephan Winkelmann, il n°1 di Bugatti, che ha rilasciato un'intervista. Prima, però, ha confermato una nota di colore: Cristiano Ronaldo non è il proprietario della Bugatti "The Black Car". Il tutto, non dimentichiamolo, accompagnato dalla splendida presenza della Divo.

Primo tema, l'ibrido. E' una buona soluzione per Bugatti?

S.W.: "Il mio cuore è diviso: da un lato la risposta è sì, perché potrebbe aiutare a ridurre le emissioni, con 50 chilometri di autonomia (nel caso del plug-in) in elettrico. Nelle città, se si trova il modo di effettuare controlli, c'è l'opportunità di guidare al 100% a zero emissioni (allo scarico). La risposta è no se le maglie dei controlli non sono strette: se un'ibrida si guida con motore termico, non c'è alcun guadagno.

Fotogallery: Bugatti Divo, i 5 segreti della hypercar francese

D: Quanto al problema del peso?

S.W.: Il peso aggiuntivo è ovviamente un problema. Se si considera che il motore a benzina, per Bugatti, deve essere enorme, aggiungere almeno 150 chili al totale non è cosa da poco. Non solo: per alloggiare tutto il necessario occorre un telaio più lungo e il rischio è che non si vada nella direzione che piace ai nostri clienti. Certo, se l'evoluzione tecnologica dovesse portare a batterie più leggere e compatte, come del resto è nel corso naturale delle cose..." 

'

D: Dall'ibrido plug-in all'elettrico il passaggio è naturale, lo è anche per Bugatti?

S.W.: "Gli uomini del team di sviluppo stanno lavorando a un nuovo modello, che sarà diverso dalla Chiron e utilizzabile quotidianamente. Potrebbe essere, per esempio, una macchina completamente elettrica. Detto questo, non è facile trovare il giusto equilibrio per un'auto come una Bugatti elettrica in tutto il mondo, con livelli di tassazione molti diversi. Per non parlare dei gusti dei clienti"  

Soprattutto, però, mi creda: abbiamo davvero esaminato ogni dettaglio del mercato e penso che ci sia una tipologia che è molto promettente per un marchio come Bugatti. Un nuovo genere di auto che non è ancora sul mercato"

Quest'ultima dichiarazione di Winkelmann apre le porte a molti scenari: il secondo modello Bugatti sarà una berlina, uno shooting brake, una supercar? Nulla di tutto ciò, probabilmente si tratterà di un mix, anche se nessuno (al di fuori di Bugatti) sa con quali percentuali.

Per il momento, a quanto se ne sa, il produttore è in attesa dell'approvazione del gruppo Volkswagen per questa vettura per passare finalmente alla fase di sviluppo. Se le cose stanno andando bene, dovremmo vederlo arrivare nel 2022 circa.

 

Fotogallery: Bugatti ai Motor1Days 2019