Il cielo stellato del Piccolo Principe è sulla Bugatti da 1.600 CV
Bugatti presenta la straordinaria Mistral che omaggia Il Piccolo Principe, con stelle dipinte a mano e una rosa d’argento nel cambio
Si potrebbe pensare che una Bugatti W16 Mistral sia già abbastanza esclusiva nella sua configurazione di serie. In fondo, questa roadster segna l’epilogo definitivo del leggendario motore W16 da 8,0 litri: un saluto finale da 1.600 CV prodotto in appena 99 esemplari. Eppure, per alcuni clienti la semplice rarità è solo il punto di partenza.
È qui che entra in scena il programma “Sur Mesure”, il reparto interno Bugatti dedicato alla personalizzazione più sofisticata, dove i desideri dei clienti diventano opere d’arte su ruote. L’ultima creazione di questa divisione porta un nome poetico: “Le Retour du Jeune Prince” (Il ritorno del Piccolo Principe).
Un omaggio a Il Piccolo Principe e alla passione di un cliente per la letteratura
La storia di questa vettura inizia nell’ottobre 2023, quando un collezionista Bugatti di lungo corso ha incontrato a Molsheim Jascha Straub, responsabile di Bugatti Sur Mesure. L’obiettivo: realizzare un’auto che fosse non solo un omaggio al classico della letteratura mondiale di Antoine de Saint-Exupéry, “Il Piccolo Principe”, ma anche al lavoro letterario dello stesso cliente, che prosegue la storia del Principe.
Bugatti W16 Mistral "Le Retour du Jeune Prince" (2026)
È proprio questo tipo di narrazione personale che Bugatti, sotto la guida della responsabile del design Sabine Consolini, ha tradotto in un concept visivo.
Un cielo stellato in rame e argento
Davanti a “Le Retour du Jeune Prince” colpisce subito la colorazione fuori dal comune. Il team ha sviluppato una palette dedicata di tonalità calde tra rame e bronzo, pensate per generare una brillantezza metallica e richiamare la riflessione morbida della luce lunare sulla Terra. Queste tinte terrose reagiscono con particolare intensità al variare dell’illuminazione, enfatizzando ulteriormente le forme scultoree della Mistral. Anche l’iconica griglia a ferro di cavallo è stata modificata: le sue linee interne 3D seguono ora il flusso dinamico del cofano anteriore, conferendo al frontale un’impronta ancora più proiettata in avanti.
La cura maniacale per i dettagli emerge ancora di più girando attorno a questo raffinato esemplare. Sui fianchi posteriori e sulla parte superiore dell’ala posteriore compare un cielo stellato dipinto a mano. Ognuna di queste stelle color argento è stata integrata direttamente nella vernice attraverso un processo lungo e complesso fatto di stratificazioni e rifiniture.
E, come ci si aspetta da un progetto di questo livello, non manca un “Easter egg”: quando l’airbrake si solleva alle alte velocità o in frenata, sul lato inferiore dell’ala diventa visibile una composizione nascosta. Raffigura una reinterpretazione della scena probabilmente più celebre del libro: il Principe e la volpe.
Bugatti W16 Mistral "Le Retour du Jeune Prince" (2026), la vista posteriore
Altre e costose differenze rispetto alla “serie”: il logo Bugatti sulla griglia (il “Macaron”) è contornato in oro, mentre le pinze freno sono rifinite in rame. Persino i coprimozzi riportano, in tinta, gli emblemi “EB”. Aprendo il vano motore, sul gigantesco W16 si notano inoltre incisioni personalizzate con i principali personaggi del racconto.
Una rosa eterna nel selettore del cambio
Nell’abitacolo, il viaggio letterario continua. Bugatti utilizza qui due tonalità di pelle: “Terre d’Or”, un beige chiaro e luminoso, e “Driftwood”, un tono più scuro e più terroso. I pannelli porta sono autentici capolavori di selleria: la luna è stata ricamata nella pelle, circondata da innumerevoli motivi a stella che attraversano l’intero cockpit fino ai poggiatesta. Sulla console centrale compare carbonio a vista marrone, decorato con dettagli a tema stellare.
Il vero punto culminante degli interni è il selettore del cambio. Al suo interno è incastonata una delicata rosa d’argento, che appare come un gioiello prezioso. Per rendere questa miniatura il più realistica possibile, è stato effettuato un 3D-scan di un fiore vero, poi riprodotto fedelmente in argento. È un riferimento diretto alla rosa del Piccolo Principe, simbolo di tenerezza e memoria.
Bugatti W16 Mistral "Le Retour du Jeune Prince": il dettaglio della rosa nella leva del cambio
Tecnicamente la W16 Mistral resta il “mostro” di sempre: il W16 da 8,0 litri scarica i suoi 1.600 CV sulle quattro ruote attraverso un cambio a doppia frizione a sette rapporti. Le prestazioni, su un esemplare così, finiscono quasi in secondo piano, ma la consapevolezza che con la poesia del Piccolo Principe si potrebbe teoricamente superare i 400 km/h dà a questo pezzo unico un carattere tutto suo. “Le Retour du Jeune Prince” è quindi meno un’auto e più un libro rilegato in carbonio e pelle: creato per essere letto, ricordato e vissuto.
Fotogallery: Bugatti W16 Mistral "Le Retour du Jeune Prince" (2026)
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