Ogni auto nuova con ambizioni sportive non può non misurarsi al Ring. Vediamo perché

Dopo il record per la categoria "quattro porte a 0 emissioni" stabilito dalla Porsche Taycan nei giorni scorsi, ecco anche i primati per le altre categorie e come vengono stabiliti.

Poco più di 20 chilometri, 73 curve (33 a destra e 40 a sinistra), pendenza massima del 17% in salita e dell'11% in discesa, con un dislivello massimo di circa 300 metri. Non sono i numeri caratteristici di una gara in salita ma della Nordschleife del Nurburgring, Inferno Verde per gli amici, ovvero probabilmente la pista più famosa di tutto il mondo.

Porsche 919 Hybrid Evo

Un tracciato che ha quasi 100 anni - è stato inaugurato nel 1927 - che è ancora teatro di corse automobilistiche, come la famosissima 24 Ore, ma soprattutto che ogni anno è meta di migliaia di appassionati di tutta Europa, che sulle sue velocissime curve misurano la propria bravura e la velocità dei propri mezzi.

Vie di fuga? No grazie

Il Nurburgring, in ogni caso, non è solo un circuito ma un vero e proprio complesso che comprende anche la pista utilizzata per la Formula 1 e che però non ha nemmeno la metà del fascino della Nordschleife, un tracciato che si snoda nei boschi della Foresta Nera senza quasi nessuna via di fuga.

E proprio la sua difficoltà lo ha reso un centro di collaudo per le Case automobilistiche di tutto il mondo, che spesso lo affittano in esclusiva sia per testare i propri modelli sportivi che per misurarne le prestazioni.

Renault Mégane R.S.  Trophy-R

Qui si apre un discorso piuttosto articolato. E' dagli anni Novanta, infatti, che i costruttori portano i loro bolidi al Nurburgring per metterli a punto con finezza e per poi cronometrarli. Ma è solo dai primi anni Duemila che i risultati, ovvero i tempi sul giro, sono diventati uno strumento di marketing.

Record per ogni categoria

Negli ultimi anni, soprattutto, non c'è modello sportivo che non sia stato cronometrato al "Ring", dalle hatchback ai SUV. Per circa tre anni di fila, per esempio, si è consumata la lotta tra Renault e Seat per stabilire quale fosse la trazione anteriore più veloce, con un susseguirsi di record e versioni speciali.

Mercedes-AMG GLC 63 S  4MATIC+

Oppure, la Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio è stata a lungo la detentrice del record per i SUV, prima di venire battuta dalla Mercedes GLC. Tutto questo senza contare le supercar o le dimostrazioni di forza bruta, come quella della Porsche che ha preparato una versione della 919 di Le Mans, liberandola di tutti i lacci regolamentari, solo per avere il record al Ring, staccando un tempo incredibile di 5 minuti e 19 secondi.

Categoria Marca e modello Tempo
Auto compatte Renault Megane R.S. Trophy-R 7:45.39
Auto medie Jaguar XE SV Project 8 7:23.164
Granturismo Mercedes-AMG GT4 63 S 4MATIC+ 7:30.11
SUV Mercedes AMG GLC 63 S 4MATIC+ 7:54.40
Auto sportive Porsche GT2 RS MR 6:44.749
Prototipi Porsche 919 Hybrid Evo Lynk & Co 03 Cyan Concept

5:19.546

 

 

7:20.143

Auto elettriche (sportive) VW ID.R 6:06.336 

Il valore dei record

Ma la domanda è: che cosa c'è di serio e veritiero in tutto questo? E la risposta è: poco e niente. Il motivo principale è che non c'è nessun ente a certificare questi record. E' la Casa stessa che organizza tutto, che prepara l'auto, cronometra e poi pubblica orgogliosa il risultato. Ma chi controlla che la messa a punto della vettura non sia dedicata e che il motore non abbia 50 CV in più con una mappatura per l'occasione?

Porsche GT2 RS MR

E come la mettiamo con l'uniformità di condizioni, quantomeno di temperatura e di gomme?  La risposta è che non c'è risposta e che questi numeri vanno presi per quello che sono, input per delle splendide conversazioni da bar.

Fotogallery: Nurburgring, i record sulla Nordschleife e il loro vero valore