La pellicola con Matt Damon e Christian Bale ha ricevuto 4 nomination in totale La premiazione avverrà nella notte del 9 febbraio

Nel 1966 Ford non godeva certo dei favori dei pronostici come favorita per vincere la 24 Ore di Le Mans di quell’anno. Per i bookmakers era Ferrari, dominatrice delle ultime 6 edizioni, l’indiziata numero uno per portarsi a casa la vittoria. Sappiamo tutti com’è andata: primo posto per la Casa di Detroit.

Chissà che l’impresa non possa essere ripetuta dal film che narra proprio l’impresa di 54 anni fa. “Le Mans ’66 – La Grande sfida” ha portato a casa 4 nomination agli Oscar, tra cui quella come miglior film.

Fotogallery: Le Mans 66 - La grande sfida, immagini del film

Gli avversari da battere

La griglia di partenza per portarsi a casa l’ambita statuetta è formata da vere fuoriserie, come “The Irishman” di Martin Scorsese, “Joker” con Joaquin Phoenix fresco vincitore del Golden Globe come miglior attore protagonista, “Piccole donne”, “Marriage Story”, “1917”, “Parasite”, “Jojo Rabbit” e “C’era una volta a Hollywood” di Quentin Tarantino.

Una competizione agguerrita che, come successo alla GT40 nel 1966, non vede la pellicola con Matt Damon (nei panni di Carrol Shelby) e Christian Bale (in quelli del pilota Ken Miles) favorita, ma l’Academy negli anni ci ha abituati a sorprese e non è ancora detta l’ultima parola.

Se “Le Mans ’66 – La grane sfida” non dovesse portarsi a casa l’Oscar come miglior film potrebbe comunque consolarsi con altre 3 statuette. Il film è infatti in nomination anche come “Miglior montaggio”, Miglior mixaggio sonoro” e “Miglior montaggio sonoro”. E chiunque abbia visto il film non può negare che il baritonale sound dell’otto cilindri Ford e l’urlo del V12 di Maranello siano resi in maniera perfetta in tutta la pellicola.

La storia dietro la storia

Diretto da James Mangold “Le Mans ’66 – La grande sfida” narra della rivalità tra Ford e Ferrari, nata dopo il gran rifiuto del Drake di cedere il Cavallino alla Casa statunitense, dopo lunghe e faticose trattative. Uno smacco mal digerito dai dirigenti statunitensi, intenzionati a prendersi la rivincita sul campo, ponendo fine all’egemonia Ferrari a Le Mans.