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L'alfabeto su ruote: guida completa alle targhe italiane

Dal 1994 le targhe auto italiane hanno una sigla alfanumerica, ecco come funziona e fino a quando durerà

Targhe italiane

Il sistema di identificazione dei veicoli in Italia ha subito significative trasformazioni nel corso del tempo, riflettendo l'evoluzione del parco auto e le crescenti esigenze amministrative. Prima del 1994, le targhe automobilistiche italiane erano caratterizzate da un sistema basato sulla provincia di immatricolazione. Questo significava che la targa indicava esplicitamente la sigla provinciale, come ad esempio "Roma 00000A".1

Le targhe di questo periodo potevano variare non solo per la sigla, ma anche per colorazione e materiale a seconda della città di produzione e immatricolazione, con un materiale come l'ottone molto diffuso per le sue caratteristiche di resistenza.

Una frammentazione territoriale che, sebbene conferisse un senso di identità locale, presentava limitazioni in termini di gestione e disponibilità delle combinazioni, specialmente per le province con un elevato numero di immatricolazioni. Da qui la necessità di cambiare.

La svolta del 1994

Il gennaio 1994 ha segnato un punto di svolta fondamentale con l'introduzione ufficiale del nuovo formato alfanumerico per le targhe auto in Italia, inaugurato con la sigla "AA000AA". Una riforma che quindi ha abbandonato il legame diretto tra la targa e la provincia di immatricolazione, introducendo un sistema di numerazione unico a livello nazionale.

<p>Una targa italiana della serie AJ</p>

Una targa italiana della serie AJ

Il passaggio a un sistema centralizzato ha rappresentato un significativo passo avanti verso una maggiore efficienza e una gestione più snella delle immatricolazioni, superando le limitazioni di combinazioni che il sistema provinciale avrebbe inevitabilmente incontrato. Tra i maggiori benefici del sistema c'è quello di una disponibilità di combinazioni estremamente ampia, stimata in 234.256.000, sufficienti per un periodo di 80-90 anni.

Un'altra novità è stata introdotta a gennaio 1999 (con la serie BB000HH) con l'adozione delle fasce laterali blu di tipo europeo, per allineare l'Italia agli standard europei, migliorando il riconoscimento internazionale delle targhe.

Decifrare le targhe italiane

Il formato delle targhe italiane attualmente in uso è composto da una sequenza di 2 lettere, 3 cifre e altre 2 lettere, utilizzando i numeri da 0 a 9 e 22 lettere dell'alfabeto latino, escludendo "I", "O", "Q" e "U" per prevenire ambiguità e confusione con le cifre "1" e "0", garantendo così una maggiore leggibilità e chiarezza della targa. Un'altra eccezione riguarda la serie "EE", non emessa per evitare possibili confusioni con le targhe destinate agli "Escursionisti Esteri".

<p>Una targa con lettera iniziale G, scomparsa a maggio 2025 in favore della H</p>

Una targa con lettera iniziale G, scomparsa a maggio 2025 in favore della H

La progressione delle targhe italiane segue un ordine sequenziale rigoroso: si è iniziato con "AA 000 AA", per poi avanzare numericamente e alfabeticamente: "AA 000 AB", "AA 000 AC" e così via, fino a "AA 000 ZZ". Una volta esaurite tutte le combinazioni delle ultime due lettere per un dato numero, si incrementa la cifra centrale: da "AA 000 ZZ" si è passati ad "AA 001 AA". Un processo continuo fino ad "AA 999 ZZ", per poi iniziare a modificare la combinazione delle prime due lettere: "AB 000 AA" e così via. 

Come detto la vasta quantità di combinazioni possibili, pari a 234.256.000, assicura che il sistema possa durare per un periodo stimato di 80-90 anni.8.

Targhe italiane, la tabella cronologica

La progressione delle targhe italiane nel formato AA000AA permette di stimare l'anno di immatricolazione di un veicolo basandosi sulle prime due lettere. Sebbene la sequenza sia logica e progressiva, le date esatte di inizio per ogni nuova serie di lettere possono variare leggermente a causa di fattori amministrativi e del volume di immatricolazioni. Di seguito una tabella con le date di entrata in vigore delle varie sigle.

Sigla In vigore da
AA000AA (prima targa col nuovo formato) 1994, gennaio
ZA000AA (prima targa quadrata col nuovo formato, Z iniziale su due righe) 1994, gennaio
BA000AA (nuova lettera iniziale B) 1998, febbraio
BB000HH (prima targa di tipo europeo con fasce laterali blu) 1999, gennaio
ZA400LV (prima targa di tipo europeo, quadrata, con fasce laterali blu) 1999, gennaio
CA000AA (nuova lettera iniziale C) 2002, marzo
DA000AA (nuova lettera iniziale D) 2006, febbraio
ZB000AA 2006
YA000AA (prima nuova targa Polizia locale, Y iniziale) 2009, gennaio
EA000AA (nuova lettera iniziale E) 2010, maggio
EE000AA-EE999ZZ (serie EE non emessa per evitare confusioni) 2011
XA000AA (prima nuova targa rimorchi, X iniziale) 2013, febbraio
FA000AA (nuova lettera iniziale F) 2015, giugno
GA000AA (nuova lettera iniziale G) 2019, dicembre
HA000AA (nuova lettera iniziale H) 2025, maggio


Come si nota c'è una certa variabilità nella velocità di emissione delle nuove serie di targhe, dovuta ai volumi delle nuove immatricolazioni di veicoli, scese a seguito della pandemia di Covid-19 e mai più tornati ai livelli pre 2019. 

Le targhe speciali 

Pur essendo lo standard il formato AA000AA prevede differenti varianti progettate per soddisfare esigenze specifiche di veicoli o categorie. 

Quadrotte: le targhe quadrate, identificate dalla serie ZA000AA, sono state introdotte contemporaneamente al formato standard nel gennaio 1994. Disposte su due righe, sono destinate a veicoli che per costruzione o design richiedono un formato più compatto per l'alloggiamento della targa posteriore. La serie ZA 400 LV, emessa nel gennaio 1999, è stata la prima targa quadrata di tipo europeo, anch'essa dotata delle fasce laterali blu.

Una quadrotta
Foto di: Motor1 Italy

Rimorchi: a partire dal febbraio 2013 è stata introdotta una serie dedicata, la XA000AA. 

Targhe per la polizia locale: sono identificate dalla serie YA000AA, introdotta nel gennaio 2009

Come stimare l'anno della tua auto dalla targa

Stimare l'anno di immatricolazione di un'auto italiana basandosi sulla targa è un'operazione comune e spesso utile. La tabella riportata sopra può dare un'idea di massima, anche perché bisogna considerare un fattore come la potenziale non sincronizzazione tra le diverse province. Un veicolo immatricolato in una provincia con minori volumi di registrazione potrebbe ricevere una serie di targa che, in altre aree ad alto volume, è già stata superata. Ciò significa che due veicoli immatricolati nello stesso periodo ma in province diverse potrebbero avere targhe con lettere iniziali differenti, sebbene il sistema sia a livello nazionale.

Per ottenere la data esatta di immatricolazione di un veicolo a partire dalla targa è quindi necessario ricorrere a canali ufficiali come l'Estratto Cronologico PRA e la Visura PRA per targa (a pagamento)