L’emergenza Coronavirus non riduce l’inquinamento in Lombardia
La qualità dell’aria torna “Scarsa”. La quarantena forzata e la momentanea riduzione del traffico non bastano a ripulire l’atmosfera
Negli ultimi giorni i livelli di inquinamento nell’aria della Lombardia, la regione al momento bloccata in entrata e uscita dal decreto del presidente del consiglio, erano scesi e avevano fatto pensare all’unico effetto positivo del Coronavirus.
Le persone si spostano di meno in auto, treno e aereo e questo riduce le emissioni in atmosfera. In realtà i dati di oggi, lunedì 9 marzo 2020, diffusi da Arpa Lombardia ci mostrano una buona parte della regione con un indice di qualità dell’aria (IQA) compreso fra Scarsa e Accettabile. In particolare risultano più inquinate le province di Milano, Monza, Lodi, Pavia, Bergamo e Cremona.
Niente collegamento causa/effetto
Questo ennesimo rialzo degli inquinanti rilevati dalle centraline dell’agenzia lombarda per l’ambiente (particolato PM10, particolato PM2.5, biossido d’azoto, ozono e biossido di zolfo) dimostra ancora una volta che a far scendere o alzare l’inquinamento sono più fattori concomitanti.
In pratica la riduzione degli spostamenti delle persone dovute all’emergenza Coronavirus è solo una delle cause alla base della riduzione degli inquinanti nell’aria, assieme ad alcune favorevoli condizioni meteo come le forti perturbazioni atmosferiche e il vento. Questo a ribadire che, almeno a livello locale, non esiste un collegamento diretto causa/effetto fra l’inquinamento dell’aria e la riduzione del traffico imposto dal COVID-19. Per capire se esiste una correlazione diretta occorrerà attendere dati statistici più significativi, anche se tutti ci auguriamo che questa epidemia possa diventare presto solo un brutto ricordo.
In Cina gli effetti sono più visibili
Diverso è il discorso che riguarda la Cina, dove il pericolo Coronavirus è stato affrontato con misure ancora più drastiche, arrivando a fermare completamente gli spostamenti di persone e merci e quindi bloccando la produzione industriale, cosa che da noi non è ancora avvenuta, neppure nel settore auto. Questa riduzione delle emissioni, soprattutto a livello di biossido d’azoto (-30%), è stata infatti rilevata dai satelliti della NASA e dell’europea ESA su tutto il territorio cinese, compresa tutta la regione dell’Hubei, Shanghai e Pechino.
Occorre però dire che la situazione cinese e quella italiana, almeno a livello di quarantena e divieti di spostamento dalle proprie regioni o province, sono numericamente diverse: da noi sono poco più di 16 milioni le persone ferme, mentre in Cina si sono bloccate quasi 780 milioni di persone, evento mai accaduto prima, ovvero quasi la metà della popolazione cinese.
Consigliati per te
Lamborghini presenterà due nuove Revuelto a Monterey
Ci sono 3 Aston Martin speciali pronte per Pebble Beach
La Ford Mustang a 4 porte potrebbe arrivare davvero
La nuova Honda NSX svela i suoi interni
Audi Q9 vs Mercedes GLS, duello tra titani (di lusso) tedeschi
L'hypercar col V8 da 1.560 CV che può andare pure in fuoristrada
Il nuovo responsabile del design di Pininfarina