Sei chiama Re-Leaf ed è in grado di raggiungere zone disastrate , può fornire elettricità grazie alle prese affogate sulla carrozzeria

Con le autonomie ormai sempre più estese, non stupisce certo che anche le auto elettriche possano diventare mezzi per affrontare emergenze. A dare una prova di ciò che potrebbero fare è la Nissan Re-Leaf, concept basata sulla compatta elettrica giapponese e, come si vede dalle foto, contraddistinta da un look decisamente non usuale.

Il prototipo infatti sfoggia, oltre a uno stile decisamente non convenzionale, assetto rialzato, luci sul tetto e prese elettriche esterne ed interne per alimentare attrezzi da lavoro.

L’auto con le prese

Proprio questa è la caratteristica peculiare della Nissan Re-Leaf: grazie al pacco batterie da 62 kWh, alla quale sono collegati 2 connettori a C esterni, in grado di resistere alle intemperie, e una presa interna di tipo domestico sistemata nel bagagliaio. Prese per alimentare vari strumenti come martelli pneumatici, bollitori, ventilatori per terapia intensiva, illuminazione LED da esterni e così via.

Nissan Re-Leaf
Nissan Re-Leaf

La Leaf continua così a mostrare come le auto elettriche, oltre che ricevere corrente, possono anche fornirla in determinate situazioni, immettendola ad esempio nella rete grazie alla tecnologia Vehicle-2-Grid.

Pronta a tutto

Per raggiungere le zone disastrate la speciale Nissan Leaf si affida a un assetto rialzato di 70 mm, protezioni sottoscocca, carreggiate allargate (+90 mm all’anteriore e +130 mm al posteriore), pneumatici speciali all terrain su cerchi da 17”, paraspruzzi e speciali passaruota.

In più sono presenti luci lampeggianti a LED sul tetto e un grosso monitor da 32” estraibile alloggiato nel bagagliaio, utile per gestire la logistica sul luogo dell’intervento.