Incidenti mortali più che dimezzati dal 2019, più per merito del traffico ridotto che della tecnologia e delle buone pratiche

Con i passi da gigante fatti dall'evoluzione tecnologica per la prevenzioni degli incidenti e, soprattutto la salvaguardia dei pedoni (dalla frenata automatica d'emergenza ai dispositivi come i cofani attivi in grado di ridurre i traumi in caso di collisioni) si sarebbe portati a pensare che il numero di decessi negli ultimi anni possa essere stato ridotto sensibilmente.

In realtà questo è accaduto solo in parte, perché se è vero che i dati statistici mostrano, in Italia, una mortalità più che dimezzata negli ultimi 8 anni, specie rispetto al 2012 che è ricordato come "anno nero" della sicurezza stradale con oltre 1.200 vittime tra i pedoni, comportamenti incauti e irresponsabili continuano a minare la sicurezza delle strade anche nelle città.

Meno vittime grazie al lockdown

In quest'ottica sarebbe dunque da considerarsi quasi positivo il dato rilevato e comunicato dall'ASAPS, l'Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, relativo al 2020 in cui le informazioni ricavate dalle varie fonti dell'associazione hanno portato a una stima di "appena" 240 vittime, con una media di 20 al mese, meno di metà rispetto al 2019 e al 2018 in cui sono stati rispettivamente 612 e 534.

Lo sarebbe se ciò non fosse dovuto in gran parte alla drastica riduzione del traffico stradale generata dai lunghi lockdown conseguenza della pandemia di Covid-19. E in ogni caso, come sottolinea la stessa Associazione, si tratta di un dato parziale che non comprende i decessi avvenuti a distanza di tempo in conseguenza di traumi e ferite gravi, che saranno disponibili non prima di giugno, quando usciranno le statistiche dati ufficiali dell'ACI.

Non era iniziato male

Il fatto che i coprifuochi e i limiti alla circolazione siano direttamente responsabili della diminuzione degli incidenti è evidente dalla distribuzione degli incidenti, concentrati nei mesi precedenti il lockdown, con ben 46 casi a gennaio 2020 (comunque dal 30 al 40% circa in meno rispetto agli anni precedenti), e nella fase di parziale riapertura estiva, quando sono arrivati a toccare i 30 a settembre.

I casi mese per mese negli ultimi 3 anni

MESE 2020 2019 2018
GENNAIO 46 67 78
FEBBRAIO 23 39 46
MARZO 12 55 43
APRILE 5 31 39
MAGGIO 15 25 32
GIUGNO 24 37 37
LUGLIO 17 40 50
AGOSTO 15 32 46
SETTEMBRE 30 32 54
OTTOBRE 24 45 61
NOVEMBRE 14 69 57
DICEMBRE 15 62 69
TOTALE ANNO 240 534 612

Le regioni più "a rischio"

La distribuzione degli incidenti sul territorio assegna la "maglia nera" al Lazio, co n30 decessi, seguito da Lombardia e Campania con 28 e 22 rispettivamente. Ci sono però anche circostanze eccezionali, come fatti di cronaca con un numero particolarmente elevato di vittime, come accaduto a Bolzano proprio a gennaio, quando un automobilista ubriaco ha ucciso ben 7 persone risultate le uniche vittime registrate nella provincia autonoma altoatesina nel corso dell'intero anno che senza questo sarebbe risultata virtuosa come la Val d'Aosta, bandiera verde.

Pedoni vittime della strada 2020 per regione - la classifica

  1. Lazio - 30
  2. Lombardia - 28
  3. Campania - 22
  4. Sicilia - 19
  5. Piemonte - 18
  6. Emilia Romagna - 16
  7. Toscana - 15
  8. Veneto - 15
  9. Puglia - 13
  10. Sardegna - 12
  11. Calabria - 10
  12. Marche - 9
  13. Provincia Autonoma Bolzano - 7
  14. Umbria - 6
  15. Friuli Venezia Giulia - 5
  16. Liguria - 4
  17. Molise - 4
  18. Abruzzo - 4
  19. Basilicata - 2
  20. Provincia Autonoma Trento - 1
  21. Valle d'Aosta - 0

Alcool sempre prima causa... accertata

Interessanti anche i dati, sempre parziali ma in questo caso per difficoltà di accertamento, sulle cause degli incidenti. In questo caso, pesa l'elevato numero di fughe da parte dell'investitore, 33 nel 2020, e il fatto che non sempre le condizioni psicofisiche del conducente riescono ad essere accertate in tempo utile a rilevare eccessi di alcool o altre sostanze. 

I dati dell'ASAPS infatti parlano di appena 16 casi comprovati di guida in stato di ebbrezza (tra cui quello di Bolzano) e 7 sotto l'effetto di stupefacenti, ma come sottolinea la stessa ASAPS, nel calderone delle cause classificate come distrazione pesa in modo sempre più rilevante l'utilizzo di cellulari e apparecchi elettronici alla guida.

I veicoli-killer

Le automobili rimangono protagoniste nella la stragrande maggioranza dei casi rilevati nel 2020, ben 188 su 240, seguiti dagli autocarri, 25 di cui 5 sono stati mezzi della nettezza urbana, 12 motocicli e 6 mezzi pubblici tra autobus e tram. C'è stato anche un decesso da collisione con una bicicletta elettrica e uno con un quad, così come uno, tragica ironia, che ha coinvolto un'ambulanza, mentre in 6 casi non  stato accertato di quale veicolo si trattasse.

Fotogallery: Incidenti, lo studio ACI sui dati 2019