Torna il docufilm Lancia: le origini del logo e i nomi delle auto
Da dove viene il marchio Lancia e perché Aurelia, Delta e Ypsilon si chiamano così? Scopriamolo nella seconda puntata
La seconda puntata del docufilm "Eleganza in movimento" dedicato ai 115 anni di storia del marchio Lancia ci racconta le origini del famoso logo e il perché dei nomi dati alle auto più iconiche della casa torinese.
Dopo aver tracciato con Jean-Pierre Ploué un percorso stilistico dal 1906 a oggi e fino alle Lancia del futuro, L'ad Luca Napolitano si fa affiancare da Roberto Giolito, Head di Heritage dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth per una nuova "full immersion" nel mondo Lancia.
Dallo stile liberty al volante, allo scudetto
Tutto ha inizio nel 1907 col primo logo Lancia caratterizzato da una grande L maiuscola in stile liberty, ma già nel 1911 inizia lo studio del nuovo marchio realizzato dal Conte Carlo Biscaretti di Ruffia che verrà adottato nel 1922.
Ci sono tutti gli elementi che resteranno famosi per decenni come il volante con comando dell'acceleratore a mano, la bandiera rettangolare e l'asta a forma di lancia.
Nel 1929 c'è un altro cambiamento al logo e compare lo scudetto triangolare che resterà fino ai giorni nostri. Nel 1957 c'è un restyling che semplifica e stilizza il logo Lancia, ma nel 1972 con la Lancia Beta c'è un ritorno al simbolo rettangolare del 1911 e al volante stilizzato.
Arriviamo infine al 2007, anno in cui nasce la più recente grafica del logo che entro lo scudetto blu racchiude gli elementi stilizzati del passato.
Le lettere greche e l'omaggio di Henry Ford
Anche la storia dei nomi dei modelli Lancia ha un'evoluzione affascinante che vede esordire le prime auto con l'appellativo dei cavalli fiscali, come la Lancia 12 HP. Nel 1919 la Lancia Kappa segna la svolta classica greco-romana che accompagnerà tutta la produzione torinese. Altre lettere dell'alfabeto grco vengono poi attribuite anche ai modelli prodotti negli anni precedenti, partendo da Alpha, Beta, Gamma, Delta, Lambda e la variante Dilambda del 1929.
Negli Anni '30 del secolo scorso Vincenzo Lancia decide di utilizzare per le sue nuove auto i nomi di alcune località storiche dell’antica Roma, partendo da Artena e Astura e proseguendo con Augusta, Aprilia e Ardea.
Proprio l'Aprilia è protagonista di un curioso episodio al Salone di Parigi del 1936. Si racconta che Henry Ford abbia atteso la chiusura dell’esposizione per vedere da vicino l’Aprilia, contro il parere dei custodi che lo bloccarono, tanto da affermare:
"L’Aprilia è l'unica auto del Salone per la quale valga la pena farsi una figuraccia".
Le vie consolari, poi il ritorno alla classicità
Gli Anni '50 è Gianni Lancia a capo dell'azienda di famiglia e il filone della romanità nei nomi si evolve con le vie consolari. Nascono l'Aurelia e l’Appia, seguite poi da Flaminia, Flavia e Fulvia.
Nel 1972, dopo l'ingresso di Lancia nel Gruppo Fiat, si torna alle lettere greche con la Beta, seguita nel 1976 dalla Gamma e nel 1979 dalla Delta che perpetua il suo nome per tre diversi modelli. La tradizione dei nomi classici prosegue poi con la Prisma nel 1982, con la Thema del 1984, la Thesis e la Phedra, per arrivare alla K, alla Z e alla Y che diventa Ypsilon nel 2003.
Fotogallery: Lancia, la storia del logo e dei nomi delle auto
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