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Lamborghini Miura all'asta, ma è un super motoscafo

Alimentato da due V12 da 720 CV l’uno, la speciale Miura è campionessa del mondo e s’ispira alla Riva Aquarama di Ferruccio Lamborghini

Lamborghini Miura, il super motoscafo all'asta

Una Lamborghini Miura va all’asta, ma non è quello che ci si aspetta. Nell’asta di RM Sotheby’s del 19 novembre a Le Castellet, in Francia, i collezionisti si contenderanno un motoscafo chiamato “Miura” e alimentato da due motori Lamborghini. Ecco quanto potrebbe valere e qual è la storia di questa “Lambo” unica nel suo genere che potrebbe valere oltre 150 mila euro.

Campionessa del mondo

La barca da 11,5 metri fu costruita dalla Cantieri Uniti di Viareggio all’inizio degli anni ’80. Originariamente equipaggiata con due motori V8 MerCruiser, in un secondo momento ricevette due propulsori V12 realizzati da Lamborghini.

Nel 1984 il pilota Alberto Petri deciso di utilizzare la “Miura” nel campionato europeo UIM (l’Unione Internazionale della Motonautica).

Lamborghini Miura, il super motoscafo all'asta

Al debutto, il motoscafo da competizione si dimostrò subito più performante degli altri concorrenti e confermò la sua supremazia vincendo nello stesso anno il campionato del mondo. Negli anni successivi, Petri impiegò la barca per altre gare in giro per l’Europa prima di mandarla in pensione definitivamente.

Dalla strada all’acqua

Da nuovi i V12 Lamborghini erano capaci di sviluppare 720 CV l’uno. Si dice che ad ispirare la costruzione della Miura fu la Riva Aquarama, l’imbarcazione di Ferruccio Lamborghini. Il motoscafo fu una vera icona degli anni ’60 e venne utilizzato da tanti VIP e star del cinema durante le loro vacanze.

L’esemplare numero 278 commissionato dal “padre” di tutte le “Lambo”, però, era speciale. Lamborghini, infatti, non si accontentò dei V8 installati nel modello di base e ordinò la sostituzione con una coppia di V12 da 4 litri e 350 CV ciascuno.

Lamborghini Miura, il super motoscafo all'asta
Lamborghini Miura, il super motoscafo all'asta

Tornando alla Miura, il segreto dietro ai successi nei vari campionati era la leggerezza dei motori, pesanti 360 kg l’uno, ossia molto meno dei classici powertrain diesel utilizzati dai concorrenti di quel tempo.

Evidenziamo, comunque, che il legame tra le Lamborghini e il mare è tutt’altro che finito. Recentemente, il nostro Giuliano Daniele ha messo alla prova la Tecnomar for Lamborghini 63, l’esclusivo yacht da 4.000 CV e 3 milioni di euro basato sulla Sian.

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