Ford RS200, quella strana trazione integrale
La Ford RS200, creata per il Gr.B del mondiale rally, è stata tra le più originali per design e meccanica anche se non la più fortunata
Quello delle vetture Gruppo B è universalmente riconosciuto come il periodo più esaltante della storia dei rally, sebbene anche il più drammatico. Quel che è certo è che ci ha regalato alcune delle auto più potenti, veloci e a volte strane mai viste, non soltanto in ambito sportivo. La Ford RS200 è senza dubbio una di queste.
Pur non essendo ricordata come una delle vetture più vincenti del periodo, aveva infatti caratteristiche considerate molto particolari anche in un ambiente così eterogeneo come quello del Gruppo B, il cui regolamento consentiva una certa libertà a tecnici e progettisti.
Figlia di una Escort mai nata
Il progetto da cui è nata la RS200 prende in parte le mosse da quello, poco più convenzionale, della Escort RS 1700T. Quest'ultima era infatti nelle intenzioni l'arma con cui la Casa dell'Ovale Blu intendeva entrare nel Gr. B e approfittare della spettacolare vetrina offerta dalla categoria regina dei rally ricavandone un'adeguata promozione per la nuova Escort appena lanciata.
Lo sviluppo di quella vettura, a trazione posteriore, ma con cambio transaxle (montato cioè al retrotreno), si fermò allo stadio di prototipo, abbandonato per ragioni tecniche. Convinta a non rinunciare all'impegno agonistico, la dirigenza decise di avviare un progetto nuovo per una vettura a trazione integrale dallo schema totalmente diverso che riprendesse però almeno in parte elementi della meccanica sviluppata per la 1700T.
La trasmissione a "doppia mandata"
Il risultato fu qualcosa di decisamente bizzarro: apparentemente la RS200 aveva un'architettura e una linea non lontane da quelle di altre vetture contemporanee, come la Lancia 037 (che aveva però trazione posteriore), con motore posteriore-centrale e una carrozzeria coupé, benché in questo caso dal design particolarmente curato, opera del centro stile Ghia, e costruita in materiale plastico.
La trazione integrale aveva lo scopo di bilanciare meglio i pesi e utilizzava un elaborato schema con doppio albero di rinvio: dal gruppo motore, infatti, partiva un primo albero verso la parte anteriore dell'auto, dove erano posizionati il differenziale/ripartitore centrale e il collegamento con l'assale anteriore (che poteva essere disinserito). Da qui un secondo albero "riportava" la trazione alle ruote posteriori.
Con questo, l'auto otteneva effettivamente una più efficace distribuzione dei pesi e un valido equilibrio anche dinamico. Tuttavia, il motore 1.8 sovralimentato preparato da Cosworth offriva una potenza compresa tra 350 e poco oltre 450 CV, leggermente sotto la media dei concorrenti, e soffriva di ritardi nell'erogazione della coppia.
Questo, malgrado la massa contenuta in poco più di una tonnellata, determinava un rapporto peso/potenza sfavorevole rispetto alle altre vetture della categoria e prestazioni inferiori, ragion per cui a livello mondiale la RS200 raccolse relativamente pochi successi, ottenendo appena una vittoria in Svezia nel 1986 con lo scandinavo Grundel.
L'evoluzione mancata
In quel 1986, anche in vista dell'imminente passaggio dal Gruppo B all'ancor più estremo Gruppo S previsto per l'anno successivo, Ford avviò lo sviluppo di una RS200 evoluzione con motore da 2,2 litri in grado di raggiungere potenze superiori agli 880 CV e freni anch'essi potenziati.
Tuttavia, come è noto, una serie di gravi incidenti avvenuti proprio nel corso del 1986, uno dei quali occorso proprio a una RS200 (Rally del Portogallo), convinsero la FIA a tornare sui suoi passi abolendo lo stesso Gruppo B. Ogni ulteriore sviluppo da parte di Ford si interruppe e nel 1987 tornò a lavorare su modelli derivati dalla produzione, come la Sierra.
Qualche esemplare con specifiche Evo ed Evo 2 gareggiò comunque in altre discipline, come i Rallycross fino all'inizio degli Anni '90, ottenendo buoni risultati.
La RS200 oggi
Come da regolamento, anche la RS200 per ottenere l'omologazione ebbe bisogno di una versione stradale (prodotta in almeno 200 unità). Questa era essenzialmente identica, ma con motore depotenziato a 250 CV e qualche differenza nell'allestimento interno.
La produzione complessiva superò di poco le 220 vetture (in buona parte con guida a destra), di cui una ventina con specifiche Evo, contando anche quelle da competizione. Va detto che pur non essendo una delle auto più ambite e celebrate del periodo, fu apprezzata dai collezionisti.
Gli esemplari stradali, uno dei quali è addirittura stato utilizzato dalla polizia stradale britannica, hanno infatti quotazioni che oggi si aggirano tra i 230mila e i 300mila euro, addirittura più delle Peugeot 205 Turbo 16, ma sempre meno delle Delta S4, che arrivano a sfiorare i 550mila euro.
Fotogallery: Ford RS200 1984-1986
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