La maggior parte dei motori da competizione dei giorni nostri sono spesso sviluppati da zero, con specifiche e anche materiali idonei ai particolari sforzi che devono sopportare. In passato, però, era molto più comune sviluppare le unità per le auto da corsa partendo da quelle di serie. Una scelta sovente favorita dai regolamenti che puntavano a fare delle corse un laboratorio per tecnologie di larga diffusione.

Per questo, diverse famiglie di motori particolarmente robusti e affidabili hanno avuto il loro momento di gloria anche sportivo, prestandosi a elaborazione spesso estreme, Come nel caso dei V8 Mercedes M117 e M119 impiegati, in versioni sovralimentate, sulle Sauber-Mercedes degli Anni '80 che hanno toccato l'apice della loro carriera con la vittoriosa 24 Ore di Le Mans del 1989.

Per berline e roadster

La storia della famiglia M117 ha origine nei tardi Anni '60: Mercedes si prepara a lanciare la nuova SL R107 e sviluppa il motore 3.5 V8 siglato M116 destinato principalmente sia a questa sia alla Classe S, anche se arriva prima nel '69 sulle ultime W111-W112. Per gli Stati Uniti, mercato importante su cui però ci sono già limiti alle emissioni molto più severi che in Europa, c'è il rischio che le regolazioni necessarie mortifichino troppo le prestazioni.

Mercedes-benz 450 SL 1971

Mercedes-benz 450 SL 1971

Dunque, si procede a sviluppare una serie derivata con una cubatura maggiore, la M117 che allungando la corsa da 65,8 a 85 mm e arrivando a 4,5 litri. L'architettura è la stessa, con angolo tra le bancate di 90°, monoblocco in ghisa e test in alluminio, iniezione elettronica o meccanica e distribuzione ad albero a camme singolo per bancata con due valvole per cilindro. La potenza è la stessa del 3.5 europeo, circa 200 CV.

Mercedes-benz 450 SL 1971, Il motore

Mercedes-benz 450 SL 1971, Il motore

Il 5.0

La prima evoluzione arriva nel '79, quando dal 4.5 viene sviluppato il 5.0 che ha la grande novità del monoblocco anche questo in alluminio, per l'esattezza alluminio e silicio. La cilindrata passa a 5.025 cc, due anni dopo ridotta a 4.973 accorciando l'alesaggio di mezzo millimetro. La potenza va, a secodna della verisone, da circa 220 CV a oltre 260. Ne esiste anche una variante di cubatura ancora maggiore, 5,6 litri destinato a modelli particolari come la 560 SL per la California.

Sauber Mercedes-Benz C9 1987-89, la Meccanica

Proprio questo motore, nell'85, viene scelto per equipaggiare la Sauber C8, sviluppata dal team svizzero con l'aiuto di Mercedes, che mette a disposizione la sua galleria del vento per i test aerodinamici e poco dopo, visti i buoni risultati, firma un accordo per il motore.

L'unità viene affidata a Heine Mader, preparatore esperto, che lo sovralimenta con due turbocompressori KKK ricavandone circa 700 CV, ma al tempo stesso lo mette a punto per contenere i consumi e soddisfare i regolamenti FIA/ACO sull'uso del carburante in gara. Purtroppo, problemi di fragilità del cambio e di assetto aerodinamico impediscono all'auto, e alla sua evoluzione C9, di esprimersi al meglio sia nel 1985-86 sia nel 1987-88.

Mercedes-Benz 500 E 1989

Mercedes-Benz 500 E 1989

Mercedes-Benz 500 SL 1989, il motore

Mercedes-Benz 500 SL 1989, il motore

Il nuovo M119

Nel 1989 debutta la serie M119 che non sostituisce direttamente gli M117 ma li affianca. Ne rappresenta infatti la variante più potente, con teste a quattro valvole e doppi alberi a camme e fasatura variabile, ma anche nuove bielle e pistoni, è alimentato con iniezione elettronica e super ai 320 CV di potenza.

Nell'anno dell'esordio, il motore viene incluso tra le evoluzioni che Mercedes, sempre più coinvolta nel progetto Sauber, mette a disposizione per rendere la C9 competitiva in pieno. La versione biturbo da gara, ora curata direttamente da Mercedes stessa, migliora anche il consumo malgrado offra oltre 730 CV, e diventa una delle armi vincenti.

Sauber Mercedes-Benz C9 1987-89

Sauber Mercedes-Benz C9 1987-89

Nel corso della stagione, infatti, le Sauber C9 vincono il Campionato Mondiale Sport Prototipi e finalmente anche la 24 Ore di Le Mans, piazzando tre vetture al primo, secondo e quinto posto e prendendosi la rivincita su Jaguar e Porsche.

Dell'M119 di serie vengono realizzate anche altre due varianti, una di cilindrata ridotta a 4,2 litri usata soprattutto sulle Classe E ed S degli Anni '90 per le versioni 400/420, e una elaborata da AMG, che la porta fino a 6.0 litri e 380 CV e la impiega sule speciali e rarissime E60 ed SL 60 AMG.

Fotogallery: I Motori Mercedes V8 M117 e M119 1979-1992