Arrival dichiara fallimento, addio alla startup sui van elettrici?
Dai bus per il TPL con Enel X, ai van a zero emissioni nelle microfabbriche in città, Arrival sembrerebbe essere naufragato del tutto
Vi ricordate di Arrival? La startup britannica, che voleva arrivare anche in Italia, ha recentemente annunciato che nelle prossime settimane metterà in vendita tutti i propri asset e le proprie proprietà intellettuali nel Regno Unito per far fronte ai debiti accumulati negli anni, dichiarando dunque "fallimento".
Ma come siamo arrivati a questo punto? Proviamo a ripercorrerne la storia.
Un obiettivo semplice
La startup britannica Arrival era stata annunciata per la prima volta negli anni del Covid. Il suo obiettivo era piuttosto semplice, ma valido sulla carta: produrre bus elettrici vicino ai centri urbani, per ridurre del tutto l'impatto ambientale di quest'ultimi.
Dopo aver sondato il "terreno" su cui edificare l'azienda, la startup aveva annunciato di aver stretto una partnership ideale con Enel X, con la quale aveva avviato un progetto congiunto per il trasporto pubblico locale a zero emissioni, che mirava a ottenere 20.000 mezzi attivi entro il 2030 sul territorio italiano.
Pochi mesi più tardi, però, il direttivo della startup aveva annunciato l'intenzione di voler abbandonare il progetto dei pesanti per il trasporto pubblico, dedicandosi invece esclusivamente ai van a zero emissioni, probabilmente più redditizi e meno "impegnativi" da produrre in quella prima fase.
I bus elettrici Arrival
L'inizio del tour
Dopo anni di ricerca e sviluppo, nel 2021 Arrival aveva poi iniziato un tour europeo per presentare i primi prototipi van elettrico ai primi clienti. Il progetto era nato grazie alla collaborazione con UPS, il corriere statunitense, che tramite i propri dipendenti - addetti al magazzino, driver e tecnici - aveva fornito preziosi feedback per aiutare l'azienda inglese a sviluppare i propri mezzi, ordinandone (almeno sulla carta) 10.000 unità.
L'anno successivo, nel 2022, l'azienda aveva infine ottenuto la certificazione UE e l’omologazione europea per iniziare la commercializzazione, dopo aver completato tutti i test operativi e funzionali e aver ottenuto l'approvazione anche per il metodo produttivo innovativo delle cosiddette microfabbriche. La produzione del veicolo definitivo doveva così iniziare a Bicester, nel Regno Unito, nel terzo trimestre del 2022, cosa che però non è mai avvenuta.
Arrival, le immagini del primo contatto
Arrival Van
Esubero di dipendenti
Come anticipato da diversi magazine specializzati in queste settimane, la strategia di Arrival non si è mai concretizzata, con un percorso in borsa naufragato, qualcosa che ha indotto nel 2023 a licenziamento di circa 800 dipendenti e all'annuncio, nelle prime settimane del 2024, dell'imminente vendita per fallimento di tutti gli asset e le proprietà intellettuali.
Fotogallery: Arrival, le foto del primo contatto
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