IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
Collaborazione tra tecnologia e motorsport per ridurre i tempi di simulazione aerodinamica da ore a pochi minuti
Cambiare in profondità il modo in cui si progettano le auto da corsa, rendendo le simulazioni aerodinamiche molto più rapide e accessibili; questo è l'obiettivo della collaborazione tra IBM e Dallara.
Un processo che oggi può richiedere ore o giorni viene ridotto a pochi minuti grazie all’intelligenza artificiale, con lo sguardo già rivolto al quantum computing, tecnologia che potrebbe spingere ancora oltre i limiti della simulazione ingegneristica.
L’AI accelera la progettazione delle auto da corsa
IBM e Dallara stanno sviluppando nuovi modelli di AI “basati sulla fisica”. In pratica, sistemi in grado di imparare dalle leggi reali dell’aerodinamica e dai dati tecnici dell’azienda.
Il primo modello è stato addestrato sui dati proprietari di Dallara e ha già mostrato risultati molto concreti. In un test su una geometria simile a una vettura LMP2, una configurazione del diffusore posteriore che con i metodi tradizionali richiedeva alcune ore di calcolo è stata analizzata dall’AI in circa 10 secondi, arrivando allo stesso risultato finale.
Tradotto in pratica: invece di aspettare ore per una singola simulazione, gli ingegneri possono ora esplorare centinaia di varianti in pochissimo tempo. In prospettiva, questo potrebbe ridurre i tempi complessivi di sviluppo da giorni o settimane a pochi minuti, accelerando le fasi iniziali della progettazione e lasciando più spazio alle ottimizzazioni finali.
Il quantum computing per simulazioni ancora più precise
La collaborazione tra IBM e Dallara non si ferma all’AI. Le due aziende stanno infatti studiando come integrare anche il quantum computing nel processo di progettazione. Si tratta di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, ma potenzialmente in grado di risolvere problemi molto complessi con una precisione ancora maggiore rispetto ai sistemi attuali.
L’obiettivo è capire come combinare AI, simulazioni tradizionali e calcolo quantistico per migliorare ulteriormente lo studio dell’aerodinamica, soprattutto nelle situazioni più difficili da modellare.
“Le corse insegnano che si vince o si impara”, ha spiegato Andrea Pontremoli, CEO di Dallara, sottolineando come questa collaborazione rappresenti un passo ulteriore nella ricerca continua di prestazioni sempre migliori.
Per IBM, come ha evidenziato Alessandro Curioni, la sfida è riuscire a simulare il mondo fisico in modo sempre più accurato: un passaggio chiave per aiutare gli ingegneri a lavorare più velocemente, esplorare più soluzioni e progettare veicoli più performanti, con applicazioni che in futuro potrebbero andare ben oltre il motorsport.
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