Quanto vale la Motor Valley? Ora lo sappiamo
La ricerca Nomisma misura per la prima volta il valore in euro dell’area emiliana di Ferrari e Lamborghini
Per anni è stata raccontata come un’eccellenza unica, ma oggi la Motor Valley ha anche una dimensione economica precisa.
La prima analisi sistematica realizzata da Nomisma, presentata a Bologna, quantifica per la prima volta l’impatto complessivo della filiera: oltre 347 miliardi di euro. Un risultato che mette insieme industria, servizi, export e turismo, restituendo la fotografia più completa finora disponibile di uno dei poli automotive più importanti al mondo.
Imprese, fornitori ed export
Il dato più rilevante della ricerca riguarda proprio la struttura della filiera, descritta come una “rete neurale” in cui ogni impresa contribuisce a generare valore condiviso. I grandi marchi come Ferrari, Lamborghini e Ducati rappresentano il vertice visibile di un sistema molto più ampio: 39.647 aziende e oltre un milione di occupati. Solo i fornitori diretti legati alla produzione contano quasi 3.000 imprese, che diventano più di 15.000 considerando anche i servizi collegati.
È proprio questa rete a spiegare la competitività internazionale del distretto. Il 52% delle aziende esporta, quota che sale al 78% tra i fornitori diretti, segno di una forte proiezione globale.
Come sottolinea il capo economista di Nomisma, Lucio Poma, "la vera dimensione della Motor Valley emerge solo quando si guarda alla filiera nella sua interezza", evidenziando come il valore nasca dalle connessioni tra competenze e non solo dalla produzione finale.
La ricerca Nomisma sul valore della Motor Valley
Un ecosistema che genera valore anche fuori dalle fabbriche
La ricerca evidenzia per la prima volta anche il peso delle attività indirette. La Motor Valley è infatti un polo turistico in crescita, capace di generare oltre 1,2 miliardi di euro di indotto. Eventi, musei e circuiti come l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari e il Misano World Circuit Marco Simoncelli attirano milioni di visitatori ogni anno, con una presenza internazionale sempre più significativa.
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, questo modello "ha generato un ecosistema unico al mondo, dove innovazione tecnologica e tradizione manifatturiera si alimentano a vicenda".
"Il vero valore della Motor Valley - ha sottolineato Andrea Pontremoli, Amministratore delegato di Dallara - non nasce dal prezzo dei prodotti, ma dalla capacità del sistema di trasformare competenze, territorio e relazioni in valore riconosciuto a livello globale: un ecosistema in cui l’Italia, pur rappresentando meno dell’1% della popolazione mondiale, compete nel mondo puntando su qualità, esperienza, formazione, ricerca e fiducia tra imprese, per costruire prodotti ad alto contenuto emotivo e tecnologico che il mercato sceglie proprio per ciò che valgono, non solo per ciò che costano".
Il risultato è un sistema che non si limita a produrre veicoli, ma crea occupazione, competenze e attrattività territoriale. Una realtà che, grazie ai dati di Nomisma, può ora essere letta e valutata con maggiore precisione anche in prospettiva futura.
Fotogallery: La ricerca Nomisma sul valore della Motor Valley
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