Gli effetti della Ferrari Luce sulla gente
Tanti la stanno criticando (politici compresi), pochi la difendono. Perché la Ferrari Luce fa così discutere?
E Luce fu. Rigorosamente con la L maiuscola. Nome proprio di auto. Di quella Ferrari che già prima faceva discutere - un'elettrica a Maranello? Eresia! - e che ora ha fatto aprire i vasi di Pandora di critiche. Perché la Ferrari Luce non è una Ferrari. In nulla. Perlomeno per come le abbiamo conosciute finora. Non ha un motore. Non l'ha disegnata un carrozziere né tantomeno il centro stile interno. Le sue linee le hanno tracciate uomini gestiti da chi ha creato il primo iPhone. Icona della tecnologia. Ma le auto. Qualcuno pensi alle auto!
E ci hanno pensato a Maranello. Andando fino a San Francisco per chiedere una cosa sola: vestite questa vettura. Come fatto da un certo Ferruccio Lamborghini ai tempi della Miura. Aveva una meccanica, mancava il vestito adatto, fornito poi da Bertone tramite la matita di Marcello Gandini. Fu un successo. Per la Ferrari Luce la storia è diversa. Almeno per ora.
Non è bello ciò che è bello
A leggere i commenti sul web (sono tanti, anzi tantissimi), la Ferrari Luce non piace. Praticamente a nessuno. Anche la Borsa pare non aver gradito, tanto da far scendere le quotazioni dell'8,37%. Non è un record negativo: per ora nulla batte il -14,99% del 9 ottobre 2025. Cos'è successo quel giorno? Semplice: per la prima volta veniva svelata la meccanica della Ferrari elettrica, ai tempi ancora senza nome.
Sembra proprio quindi che l'elettrico targato Maranello non piaccia a prescindere dalle forme, almeno tra i colletti bianchi che con il loro "compra" e "vendi" decretano il successo o meno di ogni singola mossa di un'azienda quotata. Ma Ferrari ha spalle larghe e solo tra qualche settimana sapremo se - dal punto di vista finanziario - la Luce sarà stata un successo o meno.
All'attacco
Se Joliet Jake ha visto la luce e da lì si è andato in missione per conto di Dio, buona parte di chi ha visto la Luce (quindi tipo tutto il mondo) ha chiamato a sé il dio pagano dell'auto chiedendo come fosse sia possibile tutto ciò. Della squadra fanno parte utenti comuni e volti noti, come un certo Luca Cordero di Montezemolo "Spero solo che qualcuno tolga il Cavallino da quella macchina". E per fortuna che ha voluto andarci piano. Il Papa e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sono limitati a sorrisi d'ordinanza.
C'è a chi piace
Tartassati da contenuti "contro" forse ci siamo persi le dichiarazioni di chi la Ferrari Luce non solo la difende, c'è anche chi ha già detto che se la comprerà. Come un certo David Lee, collezionista che nel proprio garage, giusto per citarne qualcuna, custodisce i 5 "mostri sacri" di Maranello (288, F40, F50, Enzo e LaFerrari, tutte sia in colore giallo che rosso) assieme a una 250 GTO. Afferma che ne comprerà una. E chissà quanti la pensano come lui.
A difenderla ci ha pensato anche James May (si, quello di Top Gear e The Grand Tour), al quale la Luce piace: "Credo che le persone stiano iniziando a interessarsi alle auto elettriche, e che alcuni vorranno una Ferrari elettrica... È più un'auto che una supercar".
Ferrari Luce
Facciamo un gioco
Ora, riflettiamo. Perché la Ferrari Luce viene definita brutta? Perché lo è in generale, sempre e comunque, o perché colpevole di lesa maestà nello sfoggiare quel Cavallino? Fosse stata cinese in quanti avrebbero detto "Ah, strana ma interessante"? E i meme che stanno affollando il web in queste ore sarebbero stati molti di meno? (Ammetto, qualcuno mi ha fatto davvero ridere). E si, secondo qualcuno i Simpson avrebbero predetto anche la Ferrari Luce.
Quindi: le forme tracciate da Jony Ive e soci non piacciano tout court o non piacciono perché appiccicate sopra un'auto nata a Maranello? La sensazione è che sia un mix di sentimenti. Eppure non siamo abituati solo a Ferrari normali. La 849 Testarossa (ammetto) non mi piace e come me in tanti pensano che non sia l'opera più riuscita di Flavio Manzoni, ma è indubbiamente un'auto inserita nel filone dei quasi 80 anni di storia del Cavallino.
La Luce esce e si proietta altrove. Perché altrove è la sua anima, quella che la veste e quella che la muove. Il "come" la muove pare essere da vera Ferrari e in molti non vediamo l'ora di salirci e dire "Ah! Vedi?"
Bella dentro
Dentro la Luce è forse ancora più strana, ma quello strano che fa il giro e compie in pieno il suo dovere: non si era mai vista un'auto con interni così. Sarà che i lavori di Ive all'epoca di Apple mi piacciono come pochi altri oggetti al mondo, ma trovo che questo ambiente sia bello. E basta.
Forse è figlio di quella Apple Car (o iCar) tanto anticipata e poi cancellata. Poco importa, ora appartengono a Ferrari e chiunque in futuro proverà un approccio del genere sarà comunque arrivato secondo.
Ferrari Luce, gli interni
Per non parlare della meccanica: ma avete dato uno sguardo alla scheda tecnica? Forse no perché le discussioni sull'estetica hanno catalizzato ogni parola, ogni parere, ogni virgola. Eppure è che qui che Ferrari deve fare la Ferrari: innovare. Maledizione se l'hanno fatto: quel Ferrari Forever che permetterà di sostituire di fatto le celle delle batterie per metterne di nuove e più avanzate tecnologicamente. O il Torque Shift Engagement, il sound meccanico o ancora gli attuatori: uno per trazione e rigenerazione, uno per l'angolo di sterzata e un altro per il movimento verticale. E ritorniamo con la stessa domanda: fosse stata cinese cosa avrebbe detto la gente? Sia i (tanti) detrattori sia i (pochi) sostenitori avrebbero portato avanti le stesse idee?
Il troppo stroppia?
E quindi strana l'hanno fatta. Chissà se si aspettavano reazioni del genere in quel di Maranello. Ma sono 5 anni che ci lavorano e avranno fatto i loro calcoli. Certo è che la Ferrari Luce è davvero strana. Più la si guarda e più la si vuole guardare, forse per darle ancora una possibilità di colpire per qualche dettaglio, o forse perché ancora non ci si crede che sia una Ferrari.
La sensazione è che ci sia l'effetto Nazionale di calcio: ogni volta che gioca tutti noi diventiamo CT, in questi giorni ci siamo trasformati in esperti di marketing e design.
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