Piattaforma di origine Peugeot-Citroen, motori elettrici e fabbricazione polacca, nello stabilimento Stellantis di Tychy.

Il melting pot industriale che caratterizza la nuova Milano (come tante auto moderne) fa discutere gli Alfisti, gli appassionati e anche la politica, con il ministro Urso che ha messo addirittura in discussione la liceità dell'uso del nome "Milano" (ne parliamo qui).

In tempi complicati per l'industria dell'auto, con una filiera italiana in sofferenza, lo spauracchio della Cina e i rapporti evidentemente tesi fra Governo e Stellantis, anche il bollino "made in" può diventare fonte di polemica e non è un caso che lo stesso Carlos Tavares ne abbia parlato a margine della presentazione della Milano.

Una risposta per i clienti Alfa Romeo

A domanda diretta di un collega giornalista "Se dovesse spiegare, non a me ma a un cliente Alfa Romeo, perché questa scelta non è un aspetto negativo, che tipo di parole userebbe?", Tavares ha risposto così:

"La creazione del prodotto avviene in Italia. Il design è fatto in Italia. L'ingegnerizzazione è fatta in Italia. Il fatto che l'auto venga assemblata in un altro Paese non significa che non sia italiana"

Tavares ha poi aggiunto all'interno dell'Unione Europea il passaporto non dovrebbe più aver rilevanza. Specialmente per le generazioni più giovani, quelle alle quali un SUV piccolo come la Milano si rivolge.

Alfa Romeo Milano

Alfa Romeo Milano

"Ricordo che quando viaggiavo con i miei genitori durante il mese di agosto, dovevamo cambiare valuta quando ci spostavamo dal Portogallo alla Spagna, poi dalla Spagna alla Francia. Ricordo che da giovane, quando attraversavo la frontiera, dovevo mostrare il mio passaporto da timbrare per passare il confine e poi tornare indietro. I nostri figli non se lo immaginano neanche"

Una globalizzazione dove il "made in Italy" viene espresso non solo attraverso l'effettiva produzione nel Bel Paese, ma con l'idea, il progetto.

Alfa Romeo Milano

Alfa Romeo Milano

Alfa Romeo Milano, gli interni

Alfa Romeo Milano, gli interni

La questione prezzo

Europeismo industriale a parte, Tavares mette sul piatto un fattore decisamente più concreto: il prezzo dell'auto. Questo il suo ragionamento:

"La mia prima auto è stata un'Alfa Sprint. Quando l'abbiamo comprata, se fosse stata del 15% o del 20% più costosa, la conclusione sarebbe stata che la mia prima auto non sarebbe stata un'Alfa Romeo. La risposta è semplice: possiamo produrre tutte le Alfa Romeo in Italia, ma non avrete una Milano a 30.000 euro. Forse l'avreste a 40.000 euro. Non so dare una cifra esatta. Ma il punto è che se dovete finanziare il vostro futuro con la vostra redditività, per garantire la sostenibilità del marchio, se dovete allargare la vostra base di clienti e conquistare i più giovani affinché acquistino varie Alfa Romeo nella loro vita, dovete essere in grado, a un certo punto, di conquistarli partendo dal prezzo che possono pagare. In questo caso, la Milano è un esercizio molto intelligente perché fa soldi a 30.000 euro".

Parafrasando il Tavares-pensiero: se volete che Alfa Romeo continui a rimanere in salute sfornando nuovi modelli, non bisogna stare a guardare dove vengono prodotte. Specialmente per le piccole come la Milano, che per avere successo sul mercato devono avere dei prezzi competitivi.

Per inciso, le prossime Alfa Romeo Stelvio e Giulia, previste rispettivamente nel 2025 e nel 2026, continueranno a essere prodotte in Italia, nella fabbrica di Cassino.

Alfa Romeo Milano, il video dal vivo

Fotogallery: Alfa Romeo Junior (Milano)