Renault concentrerà gli sforzi per la guida autonoma sui minibus
La Casa della Losanga sta studiando, con una startup cinese, dei minibus senza conducente. Potrebbero arrivare entro il 2030
La guida autonoma sulle auto serve davvero? Secondo Renault non necessariamente, almeno per quanto riguarda quella di Livello 3 e 4, ovvero senza mani sul volante.
A confermarlo è stato il CTO dell'azienda, Gilles Le Borgne, nel corso di un'intervista rilasciata ad Automotive News Europe, durante la quale ha dichiarato che "Il novanta per cento delle aspettative dei clienti è già soddisfatto con il livello 2 plus".
Dunque, l'azienda concentrerà le risorse per gli studi della guida autonoma di livello 3 e poi 4 per raggiungere un obiettivo concreto diverso: creare dei minibus senza conducente che possano operare in sicurezza in determinati contesti.
Su base Master, ma insieme alla Cina
Nel corso dell'intervista condotta da Automotive News Europe, il CTO del Gruppo Francese è sceso nei dettagli riguardo la tecnologia attualmente allo studio. In base a quanto dichiarato da Le Borgne, la Losanga lavorerà nei prossimi anni con la start-up cinese WeRide per sviluppare i minibus autonomi elettrici.
La tecnologia alla base del progetto sarà il sistema self-driving di WeRide, che sarà installato sulla piattaforma per large van di Renault, la stessa dell'attuale nuova generazione di Master.
In base a quanto dichiarato dal manager, la Casa francese sta già testando questa innovativa tecnologia sugli "shuttle" di WeRide costruiti in Cina, in particolare su due esemplari che proprio in questi giorni si trovano al torneo di tennis Roland Garros di Parigi in prova. I primi veicoli definiti, invece, dovrebbero vedere la luce entro l'attuale decennio.
Una collaborazione importante
Ma perché Renault ha scelto la startup cinese per sviluppare il proprio progetto? L'azienda della Losanga è uno dei principali azionisti di WeRide dal 2021. Oggi quest'ultima vanta una flotta di circa 700 veicoli in funzione, tra cui 300 minibus, e recentemente ha ricevuto i permessi per testare le sue navette autonome anche negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore.
Fonte: Automotive News Europe
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