L'Italia chiederà di rivedere lo stop ai motori termici in Europa
Neutralità tecnologica e anticipare la revisione dello stop al 2035: il ministro Adolfo Urso anticipa quello che porterà al Consiglio Europeo sulla competitività
Lo stop ai motori termici dal 2035 imposto dall'Europa continua a far discutere, specialmente in Italia, con il Governo Meloni da sempre contrario al "tutto elettrico" che tra 11 anni prenderà il via nel Vecchio Continente.
Annunci e proteste che entreranno nel vivo il prossimo 26 settembre in occasione del Consiglio Europeo sulla competitività, dove il ministro del made in Italy Adolfo Urso - come anticipato oggi in occasione del question time alla Camera - porterà alcune proposte. In primis la richiesta di anticipare la revisione, attualmente prevista verso la fine del 2026.
Evitare il collasso
"Fin dall'inizio della legislatura abbiamo sottolineato la necessità di rivedere il Green Deal, per coniugare gli obiettivi della transizione ecologica con quelli industriali, economici e sociali" ha esordito il ministro, riprendendo poi il documento presentato alla Commissione Europea da Mario Draghi, evidenziando "L'insostenibilità del sistema industriale europeo, a fronte delle risorse pubbliche destinate dalla Cina e dopo, in maniera significativa, dagli Stati Uniti, alle proprie imprese". Una politica ambientale, quella europea "mal fatta, perché del tutto scollegata da una politica industriale".
Urso si è poi collegato alla stretta attualità, citando le difficoltà di Volkswagen e il rallentamento delle vendite di auto elettriche in Europa, ribadendo la necessità di una politica di neutralità tecnologica, tema sul quale l'attuale Governo (assieme ad altri esecutivi europei) punta da sempre.
Come anticipato quindi Urso chiederà di anticipare la revisione degli obiettivi 2035 ai primi mesi del 2025, così da dare certezze agli operatori del settore, alle imprese e ai consumatori. Questo anche per evitare che dal prossimo anno i vari costruttori vadano incontro a pesanti multe (tra i 7,5 e i 15 miliardi di euro) per il superamento delle soglie di CO2 emessa dalla gamma.
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