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La Lega promette battaglia in Italia ed Europa contro lo stop al 2035

Il partito di Matteo Salvini si dice pronto a presentare un documento per impegnare sia Parlamento e Governo che Commissione dell’Ue

Il ministro Salvini al Consiglio Trasporti dell'Ue
Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Riprese le attività parlamentari dopo la fine della pausa estiva, la Lega del ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini torna a fare battaglia su un tema molto caldo al partito (e non solo): lo stop alla vendita di auto termiche in Europa dal 2035.

“La Lega è pronta a chiedere la revoca del bando dei motori benzina e diesel”, si legge in una nota del Carroccio, che promette: il partito vuole “presentare un documento per impegnare Parlamento e Governo italiano, e analoga iniziativa sarà fatta in Europa per impegnare la Commissione Ue”. Mancano però le specifiche tecniche sul tipo di testo da produrre e depositare. 

“Stesse chance per gli e-fuel”

L’Unione europea, in realtà, si è già detta disponibile a rivedere parte della proposta – modificata e approvata da Europarlamento e Consiglio dell’Ue – sull’addio alle immatricolazioni di nuove vetture a combustione.

Era stata la presidente uscente e rieletta Ursula von der Leyen a specificare che “lo stop ai motori endotermici dal 2035 richiederà un approccio neutrale dal punto di vista della tecnologia, in cui gli e-fuel e l’elettrico avranno le stesse chance”.

“È importante attenersi agli obiettivi, ma anche che la tecnologia sia neutra”.

e-fuel

Campioni di e-fuel

La Commissione avrà quindi il compito, entro il 2026, di valutare ed eventualmente autorizzare ancora la vendita dei motori a combustione, purché alimentati da carburanti sintetici, impedendone l’avvio con benzina e diesel tradizionali.

“Gravissimi danni all’economia”

Ma la Lega vuole evidentemente una revoca tout-court, slegata da nuove iniziative dell’Esecutivo di Bruxelles, perché – sostiene – “lo stop alla produzione sta già creando gravissimi danni all’economia europea senza alcuna certezza di ottenere miglioramenti significativi dal punto di vista ambientale”.

“Non a caso – continua – la revoca del bando è tema di dibattito anche in Germania”, dove le immatricolazioni delle auto elettriche sono in caduta libera (quasi -37%) e dove il Governo federale valuta nuovi incentivi fiscali.