Vai al contenuto principale

Audi A8 (2002), abbiamo guidato quella con il motore W12

La prima A8 debutta a Ginevra nel 1994. Noi abbiamo portato su strada un esemplare molto speciale

Audi A8 6.0 L (2002) in prova

All'avanguardia della tecnica. Vi ricordate questo slogan? Lo abbiamo ascoltato molto spesso negli anni scorsi e subito fa pensare ad Audi. Nel 1994, al Salone di Ginevra, queste parole accompagnano il lancio della A8 che come punto di forza tecnico sfoggia l'Audi Space Frame, una carrozzeria interamente in alluminio.

L'idea risale agli anni '80. Nel 1982 l'amministratore delegato, Ferdinand Piëch, firma un contratto con la Aluminium Company of America (Alcoa) e quando nel 1988 viene lanciato il nuovo modello top di gamma Audi (la V8) diventa evidente che i traguardi più ambiziosi stanno per realizzarsi. Ed ecco che inizia la nostra storia.

Verso il futuro con l'alluminio

Siamo nel 1993 e al Salone di Tokyo Audi annuncia l'inizio di una nuova era con la presentazione dell'Audi Space Frame (ASF) in alluminio. Non solo la carrozzeria è speciale: sotto il cofano c'è un V8 TDI da 3,4 litri, un motore diesel ancora piuttosto insolito per le berline di lusso.

L'ASF è molto vicino alla prima generazione della A8 di serie e viene mostrato con una carrozzeria in alluminio lucido non verniciato per enfatizzare la sua leggerezza. Con il motore a benzina di base da 2,8 litri, l'auto di cinque metri pesa solo 1.460 chilogrammi. Senza extra, ovviamente.

La carrozzeria in alluminio del veicolo di serie lanciato nel 1994 pesa appena 249 kg, tuttavia chi in seguito ordina i motori più grandi, fino al W12, si avvicina alla soglia delle due tonnellate.

Audi A8 6.0 L (2002)

Audi A8 

Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida

Audi Space Frame

Dal 1995, Audi stabilisce inoltre nuovi standard di personalizzazione grazie ai pacchetti ufficio per la prima generazione di Audi A8: ci sono box frigo, vano bar, lettore VHS con monitor, tavolo pieghevole e tendine a comando elettrico.

Un sogno fallito

Nel 1997 Audi accarezza l'idea di sviluppare una versione coupé che viene progettata insieme alla società IVM Automotive di Monaco. Il prototipo, quasi di produzione, è realizzato in colore "Ming Blue Pearl" e presentato al Salone di Ginevra. Naturalmente manca il montante B, motivo per cui sono presenti i sedili con supporti integrati per le cinture di sicurezza della cabrio Audi dell'epoca.

Tuttavia, la A8 Coupé non convince gli esperti di marketing, che sono preoccupati per i dati di vendita della A8 a due porte. Temono di subire lo stesso destino della BMW Serie 8 e così il progetto si chiude lì.

Audi A8 Coupé

L'ingresso in politica

Nel 1998 si verifica una "rivoluzione di palazzo": il cancelliere tedesco Gerhard Schröder sceglie l'Audi A8 come auto ufficiale al posto della Mercedes Classe S.

In teoria, Schröder, appassionato di calcio, può anche assistere alle partite quando l'auto è parcheggiata, visto che dal 1998 dentro la A8 è possibile guardare la televisione grazie al "sistema di navigazione plus", che può anche ricevere il televideo.

Un importante aggiornamento

Nel 1999 il frontale della A8 viene leggermente rivisto, con nuovi fari, più grandi e chiari, e una griglia del radiatore inedita; le maniglie delle porte sono ridisegnate e l'antenna della radio è integrata nella carrozzeria. Dentro, invece, i sedili vengono rivestiti con cuciture orizzontali.

Riguardo i motori, il V8 da 3,7 litri con trazione anteriore viene eliminato e il V6 da 2,8 litri e il 4,2 quattro con passo lungo e corto sono confermati. Per l'anno 2000 la gamma A8 nordamericana viene ampliata con la A8 L.

Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida
Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida
Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida

Il nuovo motore W12

Nel 2001, Audi introduce (solo per i clienti europei e asiatici) il nuovo motore W12, un'unità compatta da 6,0 litri sviluppata fondendo due motori VR6 all'albero motore.

Nel 2002, la A8 L è dotata di serie di fari allo xeno e volante riscaldato. Vengono inoltre aggiunti un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS), un impianto stereo Symphony II aggiornato e nuovi colori esterni. Nel 2002, tutte le varianti della A8 sono state dotate di una leva di sblocco del bagagliaio per facilitare la fuga di una persona intrappolata all'interno.

La produzione di questa generazione termina il 4 agosto 2002 con 105.092 esemplari prodotti.

Una prova su strada molto speciale

Tra la sua introduzione e il ritiro nel 2003, della A8 L 6.0 W12 sono stati prodotti solo 750 esemplari (650 secondo altre fonti). I nostri colleghi di Motor1.com Germania hanno avuto l'opportunità di guidare uno di questi rari esemplari, praticamente nuovo, con soli 3.000 chilometri all'attivo.

La versione a passo lungo misura 5,16 metri, ma a guardarla, dicono i colleghi, "non si direbbe". A colpire di più però sono gli interni, di altissima qualità, visto che parliamo di un'auto che all'epoca costava circa 212.000 marchi tedeschi. I rivestimenti sono in Alcantara e pelle, con la plancia arricchita da legno pregiato.

I sedili sono regolabili elettricamente (un lusso per l'epoca) e c'è molto spazio per le gambe, un comfort amplificato dalla presenza di poggiapiedi, cuscini, specchietti e lampade utili durante gli spostamenti notturni.

Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida
Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida
Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida

Dentro la Audi A8 con motore W12

Come si comporta su strada? In accelerazione, il dodici cilindri rimbomba silenziosamente dalle profondità del vano motore. Secondo la scheda tecnica, la coppia massima di 550 Nm è disponibile solo tra 3.500 e 4.750 giri/min, ma il potente motore trae la sua potenza dalla grande cilindrata e così l'accelerazione di 5,6 secondi è appena percettibile dal guidatore, se non fosse per gli evidenti scatti del cambio automatico a 5 rapporti.

Audi A8 6.0 L (2002) rapporto di guida

Audi A8, la prova di Motor1.com in Germania

Nel 1995 Audi scrive in una brochure: "Un giorno l'Audi A8 sarà tra le auto che hanno fatto la storia". Oggi possiamo dire che c'è qualcosa di vero in questo.

Fotogallery: Audi A8 6.0 L (2002)