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Lo stop al 2035 non si tocca, ma spunta l’ipotesi compromesso

Escluse retromarce sull’auto elettrica, l’Europa potrebbe congelare il taglio alle emissioni da nuove vetture del 2025: niente multe

European Commission
Foto di: European Commission

Nessuna retromarcia sullo stop a benzina e diesel dal 2035, ma un compromesso si può fare: congelare le multe in vigore dal 2025 contro le Case che non taglieranno del 15% le emissioni da nuove immatricolazioni; una norma che, nei fatti, significherebbe aumentare le vendite di auto elettriche in un momento di crisi nera per il mercato.

Ci pensa l’Europa, che – da una parte – esclude una revisione sul bando ai carburanti tradizionali dalle concessionarie (“Non è un’ipotesi che stiamo prendendo in considerazione”, le parole di Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita), ma che – dall’altra – tende la mano ai costruttori, in ansia dopo la paventata maxi-sanzione complessiva da 15 miliardi di euro.

Al momento si tratta solo di voci di corridoio riportate dalle agenzie di stampa. Però qualcosa potrebbe muoversi, anche perché – sottolineano le stesse fonti – il Partito popolare europeo (Ppe) spinge per quella direzione. E tra le sue file milita anche la Cdu della presidente Ursula von der Leyen, che ha promesso di occuparsi personalmente del dossier auto.

 

La crisi in Italia

Intanto il tema torna protagonista delle politiche italiane, col ministro Adolfo Urso interrogato al Question time alla Camera sulle iniziative del Governo a supporto del settore. Palazzo Montecitorio diventa così teatro di tre dichiarazioni del Mimit:

  • l’Esecutivo si aspetta che Stellantis presenti un “piano industriale di sviluppo che riporti centralità agli stabilimenti italiani e assicuri occupazione e investimenti”;
  • dopo aver cancellato 4,6 miliardi di euro dal fondo automotive, la bozza della legge di Bilancio verrà rivista per “aumentare la dotazione” a favore delle imprese;
  • l’Italia ha presentato un non paper che chiede a Bruxelles di anticipare dal 2026 alla prima metà del 2025 la revisione sul passaggio all’auto elettrica, raccogliendo “ampio consenso” e non mettendo in “discussione l’azzeramento delle emissioni dal 2035, ma chiedendo un approccio tecnologicamente neutrale”.

Il documento informale sarà discusso anche al Consiglio Trasporti dell’Ue di giovedì 5 dicembre, al quale parteciperà il ministro Matteo Salvini.